Cronaca

Operazione "Federico II", primi interrogatori: molti in silenzio dinanzi al gip

Soltanto in tre hanno risposto alle domande del giudice negando ogni addebito. Domani saranno sentiti gli altri arrestati

LECCE – Mattinata di interrogatori per le persone arrestato dalla Dia di Lecce nell’operazione “Federico II”. Dinanzi al gip Alcide Maritati, che ha messo l’ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti, sono comparsi Mario Mandurrino, 28enne Lecce, assistito dagli avvocati Raffaele Benfatto e Ladislao Massari; Emiliano Sulka, 23enne di Lizzanello, Angelo Montinaro, 36 anni, e Antonio Leto, 26enne, entrambi di Caprarica, assistiti dall’avvocato Silvio Verri; Giuseppino Mero, 52 anni, di Cavallino; Damiano Vignacastrisi, 31 anni di Matino. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Hanno risposto alle domande del giudice, respingendo le accuse, Gianluca Spiri, 41enne di Racale, assistito sempre dall’avvocato Massari; e Francesco De Cagna, 49enne di Scorrano, assistito dall’avvocato Giuseppe Presicce; e Bilal Bocaj 49 anni albanese residente a Poggiardo con l'avvocato Giuseppe Gennaccari. Gli interrogatori proseguiranno domani.

Le indagini, condotte dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce dall’agosto del 2012, hanno consentito di scompaginare due distinte organizzazioni di cui una di stampo mafioso, facente capo ad Andrea Leo (nome legato alla Scu), dedita alle estorsioni e al traffico di stupefacenti; e un altro gruppo italo–albanese, con a capo Kristaq Boci, che importava dall’Albania ingenti quantitativi di eroina. L’inchiesta nasce dalle ceneri e si inserisce come naturale prosecuzione dell’operazione “Network”.

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