Operazione Game Over, condannati anche tredici imputati della frangia leccese

Ci sono anche tredici "leccesi" tra le condanne inflitte dal gup Alessandra Ferraro nei confronti degli imputati che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato scaturito dall'operazione "Game Over", coordinata e condotta dalla Dda di Lecce e dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi

LECCE – Ci sono anche tredici “leccesi” tra le condanne inflitte dal gup Alessandra Ferraro nei confronti degli imputati che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato scaturito dall’operazione “Game Over”, coordinata e condotta dalla Dda di Lecce e dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi. Si tratta di un’inchiesta che aveva colpito al cuore la frangia della Scu “Rogoli–Buccarella–Campana”, ma con un’estensione tale che sembra svilupparsi su più livelli, sfiorare, a volte letteralmente abbracciare interessi trasversali. Furono quarantacinque le ordinanze di custodia cautelare fra carcere e domiciliari firmate dal gip Carlo Cazzella, un numero considerevole di altri indagati a piede libero. I più sono volti noti nel brindisino che si muovevano sullo sfondo di una guerra fra clan a tratti cruenta.

Per Cristian Rocco Cappilli, condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta 8 anni); Roberto Colagiorgio, 3 anni di reclusione e 3mila euro di multa (richiesta 10 anni e 6 mesi); Maria Soria Cuna, 6 anni e 4 mesi di reclusione e multa da 30mila euro (richiesta 6 anni e 4 mesi); Lucia Grassi, 2 anni e 8 mesi di reclusione (richiesta 7 anni); Giuseppe Maggio, 9 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta, 6 anni); Roberto Napoletano,4 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta 5 anni e 4 mesi); Massimiliano Perrone, un anno e 3mila euro di multa (richiesta 1 anno); Antonio Protopapa, 1 anno e 6 medi di reclusione e 4mila euro di multa (richiesta1 anno); Jonni Serra, 18 anni di reclusione (richiesta 18 anni); Alessandro Spedicati, 7 anni di reclusione (richiesta 8 anni); Ivan Spedicati, 9 anni di reclusione (richiesta 9 anni); Tonio Tauro, 7 anni di reclusione (richiesta 8 anni); Debora Valzano, 7 anni di reclusione (richiesta 8 anni).

La penetrazione nella gestione dei traffici illeciti (lo smercio di droga, come sempre, in primo piano) era però tale da sconfinare e coinvolgere anche diversi presunti sodali residenti soprattutto nel nord del leccese. D’altro canto, si tratta proprio di quelle zone di confine fra una provincia e l’altra che da sempre rappresenta uno dei panorami lungo il quale si è mossa la Sacra corona unita fin dagli albori. 

Nel collegio difensivo gli avvocati Ladislao Massari, Antonio Degli Atti, Donata Perrone, Elvia Belmonte, Antonio Savoia e Marcello Falcone.

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