Operazione "The tower", tre condanne e due assoluzioni nel giudizio abbreviato

Nuovi verdetti nell'ambito dell'inchiesta denominata "The tower", la torre, con riferimento alla nota fortezza di Torre Lapillo, nei pressi della quale si svolgeva l'attività di spaccio. Furono sette le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Nicola Fasciano

LECCE – Nuovi verdetti nell’ambito dell’inchiesta denominata “The tower”, la torre, con riferimento alla nota fortezza di Torre Lapillo, nei pressi della quale si svolgeva l’attività di spaccio che aveva portato, a maggio 2013, all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Nicola Fasciano, e disposti dal gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, su richiesta del pubblico ministero Antonio De Donno.

Il gup Antonia Martalò ha condannato, al termine del giudizio con rito abbreviato, Cosimo Albanese, 61enne originario di Veglie, a 3 anni e due mesi di reclusione (e 4800 euro di multa); Tommaso Albanese, 59enne, a 2 anni e dieci mesi di reclusione (e 4200 euro di multa); Armando Zuccaro di 40 anni, a otto mesi (e 1800 euro di multa). Assolti, invece, Dario Paladini, 34enne di Veglie; Cosimo Muscogiuri, 34enne originario di San Pietro Vernotico. Tommaso Albanese, assistito dall’avvocato Massimo Bellini, è stato assolto dall’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

Cosimo Albanese-2Secondo l’ipotesi accusatoria il gruppo aveva messo in piedi un giro illecito di scambio di droga e metadone tra la marina ionica e Veglie. Caratteristica peculiare l’abbandono delle droghe sintetiche, con un ritorno alla cocaina, visto il prezzo dimezzato rispetto a quello di qualche anno addietro. 

Tommaso Albanese-2Gli investigatori hanno cominciato a intrecciare una serie di dati a partire dal primo febbraio del 2011, a seguito del rinvenimento di 41 grammi di cocaina nelle tasche di un uomo originario di Leverano. L’attività investigativa partì proprio da uno scambio tra il 50enne e Cosimo Albanese, fino ad arrivare alle attività più recenti, scoperte anche grazie all’ausilio di numerose intercettazioni telefoniche, nelle quali si parlava spesso di “voglia di caffè”, con riferimento al desiderio di stupefacenti che gli inquirenti non hanno faticato a decriptare.

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Armando Zuccaro-2Durante le perquisizioni fu rinvenuta, nell’appartamento di Tommaso Albanese, una pistola "Colt" calibro 22, cosiddetta “da borsetta”, tipicamente utilizzata dagli agenti dei servizi segreti e detenuta illegalmente, 13 proiettili, un grammo di cocaina e un proiettile Browning, da mitragliatrice. Nell'appartamento di Armando Zuccaro fu trovato un coltello con una lama di 10 centimetri ed una pistola a salve calibro 8, completa di caricatore, assieme a 19 proiettili.

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