Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Undici donne palpeggiate in centro, il sergente dell’Aeronautica patteggia a 18 mesi

Riccardo Schiavoncini, il militare 32enne di origini romane ma residente a Giorgilorio, la frazione di Surbo, ha patteggiato a oltre un anno e mezzo, che sconterà in libertà avendo ottenuto il beneficio della sospensione della pena. E’ stato accusato di aver molestato oltre dieci vittime, tutte nel cuore del capoluogo salentino: un anno addietro finì ai domiciliari

Una volante della polizia in centro

LECCE  - Ha patteggiato 18 mesi e venti giorni di reclusione che sconterà in libertà, avendo ottenuto il beneficio della sospensione della pena, Riccardo Schiavoncini, il sergente dell’Aeronautica militare di stanza presso il 16° Stormo di Martina Franca, accusato di aver molestato undici donne nelle vie di Lecce. E' questo l'atto conclusivo dell'inchiesta avviata nell'ottobre di un anno fa dal pubblico ministero Maria Vallefuoco, sfociata lo scorso febbraio nell'arresto ai domiciliari del 31enne originario di Roma ma residente a Giorgilorio (frazione di Surbo).

A scrivere l'epilogo è stato questa mattina il gup (giudice per l'udienza preliminare) Alcide Maritati che ha accolto la richiesta di concordare la pena avanzata dall'imputato, attraverso l'avvocato difensore Antonio Mazzeo. Durante l’interrogatorio di garanzia, il sottoufficiale rispose a tutte le domande del gip Giovanni Gallo e ammise in parte le accuse. Confermò il suo coinvolgimento solo in un paio di episodi contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi riguardi. Ma stando agli accertamenti svolti dagli agenti delle volanti e della squadra mobile, Schiavoncini fu protagonista anche di altri nove episodi. A suggerirlo la stessa tecnica usata con le vittime:  allungare le mani sulle loro zone intime, per poi allontanarsi a piedi con nonchalance. Ma non solo.arrestato-sr-2-2-2

Oltre alle descrizioni fornite dalle malcapitate agli investigatori e confermate da alcuni testimoni, furono cruciali alle indagini i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza che immortalarono l’auto, una Honda Cr Sport, sulla quale salì il sottoufficiale dopo aver palpeggiato una 33enne leccese in viale Otranto. Alcune delle presunte vittime valuteranno, attraverso i loro legali (Silvio Giardiniero, Riccardo Rodelli, Laura Bruno e Andrea Papa), di intraprendere un'azione civile per ottenere il risarcimento del danno, alla luce del fatto che il rito del patteggiamento non lo riconosce.

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