Trova il padre morto e lo riporta a casa, i soccorritori spaesati sul posto

Un 69enne di Leverano è spirato per un malore a Porto Cesareo. Ma quando 118 e carabinieri sono arrivati, il cadavere era sparito

LEVERANO – Di fronte a un evento tragico le reazioni umane sono imprevedibili, a volte insondabili. Così, questo pomeriggio, a Porto Cesareo s’è creato un piccolo giallo: andati sul posto pensando di trovare una persona agonizzante, molto probabilmente già morta, i soccorritori si sono trovati davanti a un immenso punto interrogativo: sul posto non c’era nessuno.

Il giallo s’è dissolto in breve tempo. A monte, non qualche scherzo di pessimo gusto, ma il gesto di un figlio che, avendo trovato il padre 69enne esanime, l’ha caricato in auto e l’ha riportato a casa. A Leverano.

L’uomo, un falegname appassionato di pesca, si era recato come suo solito nella vicina Porto Cesareo con la sua fedele canna da pesca per appostarsi sugli scogli e passare qualche ora di svago. Purtroppo, il destino è stato inclemente. Colto da un malore, si presume un infarto, in un momento in cui nelle vicinanze non c’era nessuno per una tempestiva chiamata al 118, deve aver ben presto perso i sensi, per poi spirare. E’ più che possibile che sia deceduto nel giro di pochi istanti.

Quando i parenti non l’hanno visto rientrare, a pomeriggio inoltrato, hanno iniziato ad allarmarsi. Diverse sono state le chiamate al cellulare dell’uomo. Nessuna risposta dall’altro capo. Così, uno dei suoi figli, ha pensato bene di salire in auto e recarsi a Porto Cesareo, recandosi nei luoghi che sapeva essere frequentati abitualmente dal padre. E quando ha visto la sua autovettura e s’è fermato, ha notato il corpo a breve distanza riverso sugli scogli.

Le urla disperate del giovane hanno attirato l’attenzione di alcune persone della zona e, per farla breve, sono stati chiamati i numeri d’emergenza. Ma quando sul posto sono arrivati operatori del 118 e carabinieri della stazione di Porto Cesareo, non c’era più nulla da verificare. Il figlio aveva caricato il corpo del padre in auto per riportarlo a casa. Di certo, si sono trovati tutti un po’ spaesati dalla circostanza non proprio ordinaria.

Dagli accertamenti, si è risaliti all’identità dell’uomo che si presumeva spirato e così, a Leverano, in via Raffaello Sanzio, dove abitava, sono arrivati sia i carabinieri della stazione locale, sia quelli di Porto Cesareo. Oltre, ovviamente, ai sanitari del 118 per tentativi, ormai del tutto vani, di rianimazione e per certificare il decesso. Constatata la morte naturale, la salma dell’uomo è stata affidata alla famiglia, come da disposizioni del magistrato di turno.         

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