Presunte pressioni nel rinnovo dei vertici Bcc, conferito incarico a esperti informatici

Inizierà il prossimo 7 luglio la consulenza sui pc sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni avvenute durante il rinnovo del consiglio di amministrazione del Credito cooperativo Terra d’Otranto, il 4 maggio scorso. Si tratta dei pc sequestrati durante il blitz dei carabinieri del Ros e della Compagnai di Campi Salentina

LECCE – Inizierà il prossimo 7 luglio la consulenza sui pc sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressione avvenute durante il rinnovo del consiglio di amministrazione del Credito cooperativo Terra d’Otranto, in occasione del rinnovo delle cariche sociali, il 4 maggio, nei confronti di alcuni degli indagati. Si tratta dei pc sequestrati durante il blitz dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina, guidata dal maggiore Nicola Fasciano, e dei colleghi del Ros di Lecce, il Raggruppamento operativo speciale, diretto dal colonnello Paolo Vincenzoni.

La Procura (l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero) ha nominato come esperti informatici gli ingegneri Claudio Leone e Antonio Tamborrino. I fratelli Mazzotta, invece, hanno nominato Antonio Politi e Donato Pezzuto, mentre per Gianni Mazzotta ci sarà l’ingegnere Alessandro Prontera. Novanta i giorni previsti per le consulenze. Al conferimento incarico erano presenti gli avvocati Massimo Belllini, Stefano Prontera, Laura Minosi, Antonio Savoia, Luigi Rella e Angelo Pallara.

L’accusa nei confronti degli undici indagati è di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Ad aver ricevuto un avviso di garanzia, anche alcune persone ritenute vicine allo storico clan mafioso Tornese di Monteroni di Lecce, diversi con condanne. Questi potrebbero, infatti, aver esercitato pressioni su diversi soci, per convincere loro a sostenere la candidatura del nome che ha poi vinto la competizione.

In cima alla lista c'è il presidente dell'istituto bancario, Dino Mazzotta, 38enne di Carmiano. Fra i nomi di spicco, anche quello di suo fratello, Giancarlo Mazzotta, 44enne, sindaco di Carmiano. Indagato anche Gianni Mazzotta, 48enne di Monteroni di Lecce, noto ai più come "Gianni Conad", una condanna per traffico di stupefacenti e un patrimonio di supermercati confiscato. Compaiono, ancora, Alessandro Caracciolo, 51enne di Monteroni di Lecce, fratello della moglie del boss Mario Tornese; Ennio Capozza, 49enne di Lecce, funzionario di banca; Tommaso Congedo, 38enne di Monteroni di Lecce, direttore di filiale; Luciano Gallo, 45enne di Martano.

Fra gli altri, anche Saulle Politi, 41enne di Monteroni di Lecce, al momento sotto inchiesta anche per un'altra operazione, "Poker2", e già condannato per associazione mafiosa; Cosimo Salvatore Franco, 54enne di Carmiano, direttore di filiale; Maria Grazia Taurino, 49enne di Carmiano, funzionaria di banca; Emanuele Sperti, 31enne, imprenditore carmianese.

A cominciare dal 13 maggio, giorno della prima “visita” da parte dell’Arma, l’attività è stata eseguita non soltanto nella filiale centrale della banca, in viale Leopardi, nel capoluogo salentino, ma anche nelle succursali di Carmiano, Borgagne e Monteroni di Lecce. In quella prima fase investigativa, gli inquirenti rilevarono dati e documentazione sia cartacea, sia digitale. L’indagine prese piede a seguito di un esposto presentato presso la Dda di Lecce.

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Due settimane prima, durante il consiglio tra i componenti del cda della banca, fu riconfermato il nome del presidente uscente, Dino Mazzotta, oggi indagato, e fratello del primo cittadino di Carmiano, Giancarlo, anch’egli finito nel fascicolo del gip del Tribunale di Lecce. Qualcuno ha, dunque, sollevato il dubbio che tra i soci, possano essere state esercitate diverse pressioni, per favorire la lista del portavoce uscente. Quest’ultimo, riconfermato con mille e 525 voti, ha battuto l’altro candidato, Giulio Ferreri Caputi, sempre carmianese, che di preferenze ne ha invece ottenute 525. Poi, una nuova tornata di controlli, è scattata il 27 maggio, a circa due settimane di distanza.

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