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Domenica, 23 Giugno 2024
Rafforzati i controlli

Prima i minori, ora le anziane madri: bloccate mentre cedono dosi di droga ai figli detenuti

Gli agenti della polizia penitenziaria di Lecce hanno sequestrato alcune dosi di cocaina ed eroina che due donne avevano in animo di consegnare durante i colloqui in carcere. Per una sessantenne è scattato anche l’arresto in flagranza

LECCE - Cambio di rotta e di abitudini ed ora, come “corrieri” abituali, e non si sa quanto consapevoli, per la consegna in carcere di sostanze stupefacenti vengono impiegati anche figli o parenti minorenni e anche le anziane madri.

Ma l’azione di controllo e prevenzione mirata, da parte del corpo della polizia penitenziaria di Lecce, ha consentito ancora una volta di bloccare sul nascere le condotte illecite consumate all’interno dell’istituto di pena di Borgo San Nicola.

Due gli episodi registrati nell’ultima settimana che hanno portato gli agenti a sequestrare alcune dosi di cocaina ed eroina e ad arrestare in flagranza anche una delle due donne coinvolte. A dispetto infatti delle quantità, apparentemente irrisorie delle sostanze recuperate, vanno necessariamente considerate rispetto al luogo del rinvenimento, poiché il carcere amplifica fatti ed effetti.

Nel primo episodio, avvenuto all’inizio del mese, sono stati sequestrati 1,25 grammi di stupefacente del tipo cocaina, contenuta in quattro involucri, e rinvenuti indosso ad una donna ultraottantenne, prima che la stessa accedesse alle sale colloquio per incontrare il figlio detenuto in carcere.    

Nel secondo caso, avvenuto qualche giorno più tardi, è stata arrestata in flagranza di reato una sessantenne per aver ceduto, sempre durante il colloquio con il figlio, 2,70 grammi di eroina.

Le due vicende, unitamente a quelle accadute negli ultimi giorni del mese scorso, in cui è stata sequestrata una dose di hascisc ceduta dal figlio minore al padre detenuto, ed eseguito l'arresto di un altro minore, ultrasedicenne e quindi imputabile, per aver ceduto hascisc e cocaina al fratello, confermano, come detto, la tendenza ad introdurre sostanze stupefacenti in carcere servendosi di bambini ed anziani.

La polizia penitenziaria del reparto di Lecce, con il coordinamento del comandante Luigi Pellè e della direttrice del carcere, Maria Teresa Susca, ha da tempo innalzato il livello di guardia e controllo per bloccare tali condotte illecite.

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