Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Progetto Orto dei Tu'rat, è il quarto incendio: la rabbia dell'associazione

Le fiamme si sono accanite distruggendo il gazebo e facendo quasi scoppiare piloni di calcestruzzo, e altri spazi in via di realizzazione. Sembrerebbe un atto realizzato assolutamente di proposito, come ogni anno. E oggi si chiedono: "A chi diamo fastidio?"

FELLINE (Alliste) – Un progetto per “spremere acqua dalle pietre”, recita la loro pagina su Internet. Il problema, però, è il fuoco. Per la quarta volta in quattro anni sono arrivate le fiamme a mettere a dura i provi i nervi di chi gestisce un progetto innovativo. Un incendio che non ha nulla a che fare con la casualità. Lo sanno bene i fondatori dell’associazione culturale “Orto dei Tu’rat”, a pochi chilometri da Felline, frazione di Alliste.  

“L’Orto dei Tu’rat, progetto scomodo, messo al rogo per la quarta volta”, denunciano per voce di un’associata, Milena Magnani. “Brucia un progetto tra i più innovativi, premio di Legaambiente per le innovazioni intelligenti, brucia per la quarta volta nell’indifferenza di chi vede le fiamme alzarsi e non lancia un minimo allarme”. E’ quasi un grido di dolore.

“Il progetto Orto dei Tu’rat, che recupera acqua dal vento, evidentemente non piace a qualcuno. Disturba qualche attività. Porta gente in una campagna salentina che forse sta accogliendo qualche attività che ha  bisogno di restare muta, di agire nell’ombra e indisturbata. Ma per fare esattamente cosa?”, si chiedono.

“Quale realtà può essere così disturbata da un progetto ambientale per prodigarsi anno dopo anno, in un’azione di devastazione e distruzione di un luogo in cui si tutela l’ambiente nella sua forma originale?” “Quale cultura perversa vede come nemico un luogo di acqua catturata nel vento? Progetto paesaggistico tra i più innovativi e coraggiosi. L’orto dei Tu’rat – ricorda Milena Magnani - ogni anno subisce vari attacchi piromani, resi più devastanti con l’arrivo del caldo estivo”.

E l’aspetto peggiore è indifferenza di chi vede le fiamme alzarsi e non chiama neppure i vigili del fuoco. Gli associati si sentono vittime “della follia ignorante e offensiva”. Il rogo sembrerebbe mai come questa volta organizzato, con taniche di benzina e sostanze infiammabili. Le fiamme, raccontano, si sono accanite distruggendo il gazebo e facendo quasi scoppiare piloni di calcestruzzo, e altri spazi in via di realizzazione. 

Per il 25 luglio era stata programmata una serata di poesia e musica, “Parole Sante”. Si terrà comunque, perché la loro intenzione è di non cedere, nonostante il senso di prostrazione. “Sette volte cade, otto rialzati”, recita un detto giapponese. Lo citano per darsi coraggio.      

Celebrato nel tempo da diversi assessorati regionali, dell’Orto dei Tu’rat si parla in Germania, in Inghilterra e in quelle regioni italiane che mirano a un recupero delle acque in sintonia con la cura paesaggistica. Gli associati partecipano spesso a seminari sulla tutela del paesaggio e sui sistemi di captazione delle acque. Ma nel Salento, dov’è nato l’esperimento, qualcuno si accanisce ogni anno. Nel 2013, dopo uno di questi incendi, il gazebo era stato ricostruito grazie un crowdfunding  per le spese. 

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