Universitaria cade dal secondo piano e si frattura le gambe. E' mistero sulle cause

Una 20enne originaria di Alessano, residente in via Fiume, ha rimediato diverse lesioni stata portata in ospedale in gravi condizioni. Sul posto la squadra mobile, per chiarire i contorni dell'accaduto. Tutto per via di alcune frasi dette nel pronto soccorso, da interpretare ancora bene

Via Fiume, civico 10. Al secondo piano, la sagoma degli investigatori sul balcone.

LECCE – Un vero e proprio giallo, nato nel pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per alcune frasi smozzicate, proferite nel dolore lancinante, così difficile da sopportare. Una vicenda che in questura ha suscitato la massima attenzione, quella dei casi più spinosi, tanto che questa sera, in via Fiume, dove tutto ha avuto inizio, si sono presentati anche i funzionari di squadra mobile e sezione volante, Rocco Carrozzo e Carmine Ingrosso, oltre agli uomini alle loro dipendenze e alla scientifica.

Bisogna sondare il terreno, fare tutti gli accertamenti, e capire se può davvero prendere corpo l’idea che la caduta da una decina di metri d’altezza circa di una studentessa universitaria possa essere qualcosa di più di uno sfortunato incidente o di un tentativo di suicidio.

Poco prima delle 20, nella stradina alla periferia di Lecce, che forma un bivio con via Dalmazio Birago, nel cuore del rione San Pio, le urla di una giovane di 20 anni, originaria di Alessano, ma residente nel capoluogo per motivi di studio, hanno attirato l’attenzione del vicinato. Chi s’è affacciato dai balconi, vedendo quella ragazza distesa sul marciapiede, ha subito capito cosa fosse accaduto e non ha perso un istante a chiamare il 118. Un’ambulanza è partita alla volta di via Fiume e i sanitari hanno trasportato la studentessa in ospedale con codice rosso.

La vicenda ha assunto una piega particolare, però, proprio quando la ragazza è arrivata a destinazione. Alcune frasi, in parte contraddittorie e difficili da comprendere, hanno indotto l’ispettore del posto fisso di polizia e i medici a ritenere fondamentale un approfondimento. E’ infatti balenata l’idea che avesse sussurrato, fra le altre cose, di essere stata “spinta”.

In questura c’è molta cautela, ovviamente, anche perché non è univoca l’interpretazione delle affermazioni, ma saranno svolti tutti gli accertamenti del caso, necessari a fare chiarezza. Anche se, stando ai primi riscontri, sembra che nell’appartamento, al secondo piano del civico 10, con la 20enne non vi fosse nessuno all'ora del fatto. Almeno, per il momento non vi sarebbero testimoni diretti di quel drammatico volo, né di persone sospette uscite dal portone d’ingresso dello stabile negli attimi successivi.

In ogni caso, durante il sopralluogo svolto nella serata dagli investigatori, che sono rimasti a lungo nell’appartamento, osservando ovunque, non sarebbero stati ritrovati biglietti con frasi particolari. La porta non sembra che abbia subito effrazioni. La scientifica ha svolto rilievi, per cercare eventuali tracce di persone diverse dalla proprietaria. 

La giovane, peraltro, non risiede in quell’appartamento con altre persone, come avviene quasi sempre nel caso di universitari fuori sede, ma da sola: l’immobile è di proprietà della famiglia. Descritta come una persona solare, brava studentessa, senza frequentazioni compromettenti, la vicenda lascia di certo sgomenti, qualsiasi sia stata la causa della caduta, ovvero se realmente indotta, del tutto accidentale o persino volontaria.

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Nel frattempo, la giovane è stata sottoposta a tutti gli esami del caso. Diverse le lesioni riportate, fra cui fratture alle gambe, ma la sua vita non sarebbe a rischio. Solo quando sarà pronta per parlare con gli investigatori, si potranno forse chiarire i dubbi sorti attorno a questo misterioso episodio. Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Francesca Miglietta.   

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