Residenti esasperati da un rumore continuo, scatta l'esposto in Procura

Dopo aver formato un'associazione e aver richiesto invano l'intervento delle autorità, hanno dato mandato a un legale

LECCE – Un rumore di sottofondo incessante, ventiquattr’ore su ventiquattro, che aumenta d’intensità verso la tarda sera fino alla mattina successiva. Un suono dalla tonalità bassa e continua, capace di disturbare e alterare la vita delle persone, di impedire il sonno e creare danni alla salute. Un vero supplizio per alcuni abitanti del capoluogo salentino, che da mesi si trovano a fronteggiare questo grave problema, tanto da decidere di creare un’associazione: “Difendiamo Lecce dal rumore cupo”. Una trentina le persone che hanno già aderito, provenienti da diverse zone di Lecce: da San Pio a Porta Napoli, fino a Settelacquare.

Gli abitanti, ormai esasperati, si sono rivolti a un ingegnere per eseguire degli accertamenti tecnici e cercare di capire la causa e risolvere il problema. Il tecnico ha accertato “in maniera inequivocabile l’effettiva presenza del rumore, identificandolo in un tono puro a bassa frequenza con centro a 50Hz avente le caratteristiche del rumore disturbante, non associabile a macchinari o impianti presenti all’interno degli edifici”. Un po’ come avere un amplificatore che spara continuamente un ronzio fastidioso.

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I componenti dell’associazione puntano il dito contro i lavori di aggiornamento alla fibra della linea telefonica, che coincidono più o meno con l’inizio del rumore, o alcune cabine di trasformazione dell’Enel. In passato hanno inviato una raccomandata all’Arpa, l’Asl e al sindaco, segnalando il pericolo per la pubblica e privata salute, senza però ottenere alcun intervento. Per questo hanno deciso di rivolgersi a un legale, l’avvocato Stefano Stefanelli, che ha depositato in Procura un esposto in cui si evidenzia la sussistenza del problema, già provato e verificato, il mancato intervento delle autorità, il rischio per la salute pubblica e i danni subiti da alcuni membri dell’associazione, riscontrati da personale medico. Sarà dunque la magistratura, con ogni probabilità, a occuparsi della vicenda. I reati ipotizzati sono lesioni e disturbo al riposo delle persone. Il presidente dell’associazione, Maria Grazia Giorgino, invita tutti coloro alle prese con lo stesso problema a contattarla telefonicamente al 3397754944.

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