Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Rimini: 19enne fugge da casa, treno lo travolge a Lecce

Alessandro Bacau aveva 19 anni. Originario della Romania, era nato e risiedeva in Romagna. Due giorni fa di lui si erano perse le tracce. Nel tardo pomeriggio di oggi, la tragedia: forse è suicidio

Scintille nel buio e stridore di freni sui binari, come un lungo fischio impazzito. Quando il macchinista del treno 520 della Sud-Est proveniente da San Cesario e diretto a Lecce ha scorto quella sagoma lasciarsi cadere sui binari nella penombra, ha provato ad arrestare la corsa del mostro di lamiera. Il treno ha arrancato, ma il tempo non è stato sufficiente per evitare l'impatto. Pochi secondi per tingere di giallo un pomeriggio che ripiegava sui binari della quotidianità, fra le carrozze piene di pendolari. Un giallo, appunto. Alessandro Bacau aveva 19 anni. La famiglia è originaria della Romania, ma vive e lavora da anni a Rimini, dove il ragazzo era nato. Eppure, la sua vita s'è conclusa all'ingresso di Lecce. A tanti chilometri di distanza da casa.

Suicidio? Le prime ricostruzioni di carabinieri, polizia e vigili del fuoco, propendendo per quest'ipotesi. Ma le domande sono tante. Perché Alessandro ha raggiunto Lecce dalla Romagna? Conosceva qualcuno, nel Salento? E come ci è arrivato? Con un altro treno? O ha avuto un passaggio? La ricostruzione degli ultimi momenti di vita del 19enne e dei suoi spostamenti è ora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Lecce. Quel che è certo è che alle 18,45 gli occhi di Alessandro si sono chiusi sui gelidi binari ferrati di un'anonima campagna, in via della Vite, a circa un chilometro da quel passaggio a livello del rione Castromediano che è un po' la cerniera fra la città e la periferia Sud.

Alessandro era scomparso da casa da due giorni. I genitori avevano avvisato le forze dell'ordine. Ma di lui si erano praticamente perse le tracce. E' lecito pensare che sia partito poche ore dopo l'allontanamento. E quasi surreale è il modo in cui si è venuti nel giro di pochi minuti a capo della sua identità. Due agenti di polizia giunti sul posto, non lontano dal corpo straziato del ragazzo, hanno trovato il suo telefonino. Proprio mentre uno dei due lo raccoglieva da terra, ha iniziato a squillare. Era un amico di Alessandro. Gli agenti non gli hanno raccontato della tragedia, ma sono riusciti comunque ad intrattenerlo al telefono. Hanno così raccolto diverse informazioni: il nome, il fatto che fosse uno studente, e soprattutto hanno saputo la storia della fuga da casa. E forse sarà sempre quel telefonino, con la sua rubrica e con il registro delle ultime chiamate fatte e ricevute, a fornire qualche ulteriore elemento per ricostruire i due giorni di vuoto che ruotano attorno all'esistenza del 19enne riminese.

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