Cronaca Via Adua

Rubati soldi e attrezzi nella sede di protezione civile, l'amarezza dei volontari

Ladri nella Crs di Copertino. Spariti un televisore, motoseghe, gruppi elettrogeni, cinque walkie talkie e pure 2mila euro

COPERTINO –La voce di Emanuele Valentino naufraga in un mare di amarezza, quando racconta che dal 1992 fino a oggi la loro sede non aveva mai subito un furto. Hanno tenuto tutto dentro per una settimana, i ragazzi del Crs di Copertino, sezione di protezione civile, di cui Valentino è presidente. Ma, a distanza di alcuni giorni, il dispiacere è esploso in un post, con cui hanno reso pubblico il furto. “Vergogna”, hanno urlato, perché i soldi e i mezzi rubati sono vitali per portare avanti la loro opera di volontariato e non piovono certo dal cielo.  

La scoperta venerdì scorso

Non si sa bene quando i ladri siano entrati, scassinando oggetti, frugando nei cassetti, portando via materiale. Lunedì 9 luglio i volontari avevano trascorso una serata in sede, uscendo verso mezzanotte e mezzo. “Ho chiuso con quattro mandate, come sempre, da anni”, spiega il presidente. Poi, per tre giorni, fra impegni personali di lavoro di tutti gli associati e nessuna emergenza particolare, la centrale operativa di via Adua è stata chiusa. Solo venerdì 13, di sera, attorno alle 19, una volontaria si è affacciata in sede. Ha aperto, ma si è accorta subito che non c’erano mandate alla serratura. L’è parso strano, ma ha pensato a una dimenticanza, che magari qualcuno fosse passato in quei giorni, entrando e uscendo di fretta.

Ma siccome era con due nipotini, che si sono subito fiondati al biliardino, qui è emersa la seconda di una serie di sorprese, strada facendo una peggiore dell’altra. I lucchetti erano stati scassinati. I ladri pensavano di trovarci soldi, ma quello che usano per momenti di svago i volontari è un biliardino talmente vecchio che viene impiegata e reimpiegata una altrettanto datata moneta da 200 lire.

Rubati denaro e varie attrezzature 

A quel punto la volontaria, avvertendo anche il disagio di trovarsi sola con due bambini, ha chiamato i colleghi per un sopralluogo più approfondito, e sono così emersi i problemi più grossi. Il televisore, lasciato lunedì sera sul tavolino vicino all’ingresso, per poi essere rimesso a posto in un secondo momento, volatilizzato. Ancora: due motoseghe a scoppio depositate nel magazzino, nuove di zecca  e usate per tagliare gli alberi pericolanti e per altre mansioni, spariti. E poi, stessa sorte per due piccoli gruppi elettrogeni.

Entrati nella sala radio, i volontari hanno quindi subito notato l’assenza di cinque walkie-talkie usati per comunicare in servizio. Infine, nell’ufficio della presidenza, hanno visto faldoni aperti e documenti lanciati alla rinfusa. Dentro c’erano 2mila euro in contanti, ricavati dalla vendita di un veicolo. Soldi in attesa di essere trasferiti sul conto corrente dell’associazione. E ora nelle mani di chissà chi.

Sul posto chiamati i carabinieri

Sono stati chiamati i carabinieri della tenenza locale che hanno svolto un sopralluogo. Visto che non c’erano segni di scasso, si è ipotizzato che i ladri siano entrati da una finestra. La sede dell’associazione si trova all’interno di un edificio scolastico (la primaria di via Mogadiscio) e c’è una finestra in particolare, con il legno marcio, che si è scoperto agganciarsi solo in alto. Dà accesso al bagno degli uomini. Potrebbe essere stata aperta con facilità. I ladri, a quel punto, sarebbero usciti dalla porta, aperta dall’interno, con la refurtiva.

“Per noi il riacquisto di quanto andato perso è un peso grave”, dice Valentino. “Il nostro obiettivo è andare incontro alle esigenze del territorio, non abbiamo certo scopo di lucro. Ci reggiamo sui fondi elargiti da Regione e Comune. E tutto questo ci lascia con l’amaro in bocca”.

In zona altri furti e atti di vandalismo

A quanto pare, atti di vandalismo e furti non sono infrequenti, in zona. Un paio di settimane prima anche la vicina palestra Bebox aveva subito un’intrusione. In quel caso, era stata portato via un pc portatile e scardinata la macchinetta per erogare caffè, racimolando pochi spiccioli. Il danno subito dall’associazione Crs, invece, è di molto superiore, per migliaia di euro.

Qualche mese prima, il presidente stesso aveva colto in flagranza alcuni ragazzini che stavano staccando tutte le lettere dell’insegna, omaggio di un grafico locale. Aveva chiamato i carabinieri che l’avevano esortato a sporgere denuncia, ma non se l’era sentita e la storia era morta lì. Con tanto di riparazioni a spese sue. “Un po’ mi sono pentito, perché, pur non volendo puntare il dito contro nessuno, mi rendo conto che a volte si inizia con piccoli gesti che restano impuniti e si prendono altre strade”.

Raccontano in zona che spesso si aggirino ragazzi molto giovani che bevono birra e fumano sigarette al riparo dagli occhi dei genitori. E più di qualche volta sono stati ripresi per aver disturbato un po’ troppo. Di certo, vi sono angoli bui, di sera, invitanti per chi voglia nascondersi. E per chi, magari, abbia intenzioni più bellicose.

Intanto, diversi cittadini, in queste ore, hanno invitato l’associazione a farsi coraggio e organizzarsi per riacquistare il materiale. S’incassa un po’ di sana solidarietà e, almeno questo, risolleva un po’ il morale della truppa.

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