Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Ruffano

Strage della Grottella, testimoniò il falso per uno dei killer: in carcere

Vito Cacciatore, 58enne, di Ruffano, dovrà scontare un anno e sette mesi per falsa testimonianza nell'ambito del processo per il triplice omicidio dei vigilanti della Velialpol avvenuto nel 1999, durante un assalto a un portavalori. Rese in tribunale dichiarazioni per scagionare Pasquale Tanisi

RUFFANO – Dovrà scontare un anno e sette mesi per falsa testimonianza nell’ambito del processo per la strage della Grottella. Questa mattina, i carabinieri della stazione di Ruffano hanno dato esecuzione all’ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce nei confronti di Vito Cacciatore, 58enne, imprenditore della cittadina del basso Salento. 

Tecnicamente si tratta di una revoca del decreto di sospensione della carcerazione (la sentenza è già passata in giudicato), ragion per cui Cacciatore è stato accompagnato presso il carcere di Borgo San Nicola, a Lecce

L’uomo, come detto, è stato riconosciuto colpevole di falsa testimonianza nell’ambito del procedimento penale scaturito dall’assalto al portavalori della “Velialpol” che trasportava 3 miliardi delle vecchie lire, in cui morirono sotto raffiche di kalashnikov le guardie giurate Luigi Pulli, 52enne, Rodolfo Patera, di 32 anni e Raffaele Arnesano, di 37 anni, e altri tre rimasero feriti.

CACCIATORE Vito, n. Ruffano il 13.07.1956-2Per la strage, risalente al 6 novembre del 1999 e avvenuta all'ingreso di Copertino, furono condannati all'ergastolo per triplice omicidio, con sentenza definitiva della Cassazione risalente al marzo del 2007, Pasquale Tanisi di Ruffano, Antonio Tarantini di Copertino e il pastore Marcello Ladu, originario della provincia di Nuoro, già protagonista di un tentativo di fuga dal carcere sardo, dove aveva nascosto un telefono cellulare e una cinquantina di lame.

Nel caso specifico, secondo quanto contestato dagli investigatori, Cacciatore avrebbe fornito al suo compaesano Tanisi l’alibi per tentare di scagionarlo dalle accuse, testimoniando durante il processo circostanze risultate non vere.

Cacciatore è personaggio tornato spesso nelle cronache, negli ultimi anni, essendo ritenuto soggetto molto vicino (come peraltro anche Ladu) a Vito Di Emidio, pericoloso boss brindisino della Scu. Sull’imprenditore ruffanese pende anche l’interdittiva antimafia.  

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