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Lo sbarco dell'11 luglio.

Lo sbarco dell'11 luglio.

Il caso di Santa Cesarea: straniero positivo al Covid si allontana dal centro

Due pachistani fra gli sbarcati dell'11 luglio scorso ricercati. Uno di loro asintomatico, ma con coronavirus. Tamponi per le forze dell'ordine e presa di posizione del Sap per maggior tutela

LECCE – Due migranti pachistani, fra cui un 31enne, risultato positivo al Covid-19 (seppur asintomatico), si sono allontanati volontariamente nelle ultime ore da un centro di accoglienza allestito presso un agriturismo di Santa Cesarea Terme e sono ora ricercati da polizia e carabinieri. La notizia è un'anteprima di LeccePrima. 

La vicenda che preoccupa di più, ovviamente, è quella riguardante il 31enne positivo, risultato tale dopo i tamponi effettuati in seguito all’ultimo sbarco avvenuto sulle coste salentine, quello dell’11 luglio scorso, a San Cataldo, marina di Lecce, conclusosi peraltro con l’arresto di tre turchi, ritenuti gli scafisti (trentasei erano stati i fermati). Solo la sera prima, oltretutto, a Santa Maria di Leuca, si era verificato un primo sbarco di migranti, una ventina circa. Segno evidente di una ripresa delle attività clandestine, con coste turche e greche come punti privilegiati di partenza.

Nonostante il controllo delle forze dell’ordine, con passaggi nelle vicinanze, la struttura di Santa Cesarea Terme selezionata dalla prefettura è aperta (i migranti, chiaramente, non sono agli arresti, sebbene siano tenuti a rispettare la quarantena), ragion per cui, in qualche modo, i due sono riusciti ad allontanarsi e a far perdere le tracce.

Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Lecce, intanto, sta effettuando tamponi a tutte le forze dell’ordine intervenute e, quindi, venute a contatto con i migranti, le quali, in ogni caso, in occasione dell'intervento, erano dotate di dispositivi personali. Va però ricordato che il numero di personale coinvolto non è basso, considerando agenti delle volanti di polizia, carabinieri, pool antimmigrazione (squadra interforze che contempla anche elementi della guardia di finanza), gli stessi operatori sanitari. E, intanto, sono stati avvisati tutti i punti di frontiera. Da considerare che, secondo fonti convergenti, per ragioni riguardanti la statistica su Paesi dove il Covid-19 è più presente, i primi due tamponi erano stati effettuati immediatamente per un paio di cittadini del Bangladesh, risultati però negativi. Gli altri, sono sarebbero stati eseguiti in seguito.  

Il Sap sugli scudi: "Tamponi per tutti"

Proprio oggi, una nota del Sap (Sindacato autonomo di polizia, a firma di uno dei segretari nazionali, Francesco Pulli e del referente provinciale di Lecce, Carlo Giannini, ha rilanciato il problema derivante dai cittadini extracomunitari transitati dai porti e dai centri di prima accoglienza pugliesi, con una situazione che potrebbe mettere a rischio di contagio chi è impegnato nel controllo del territorio e soprattutto sul fronte dell’accoglienza.

Secondo le valutazioni dei referenti sindacali, l’arrivo sulle coste italiane delle imbarcazioni trasportanti cittadini stranieri diretti verso le province di Lecce, Brindisi e Taranto, sta diventando un rischio, visto che  nei centri di Taranto, Brindisi e Otranto (dal “Don Tonino Bello” si verifica il primo passaggio, da sempre, Ndr) si è registrata la presenza di stranieri positivi al nuovo ceppo di coronavirus.

“Chiediamo con forza a tutte le istituzioni, dai prefetti, ai questori, agli enti locali, di attivarsi per la tutela del personale delle forze di polizia - scrivono i segretari del Sap - adottando tutti i protocolli necessari con i dispostivi generali e individuali idonei per prevenire il contagio della pandemia tra i dipendenti delle forze di polizia e i loro famigliari”.

“Bisogna sottoporre tutti i dipendenti delle forze di polizia che sono stati in contatto con queste persone, ai tamponi e altre analisi che rilevano il principio della pandemia. Spesso questi stranieri - concludono Pulli e Giannini - come registrato in altre realtà si allontanano dai rispettivi centri e potrebbero creare una seria preoccupazione per tutti i cittadini l’eventuale trasmissione del virus”.

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