Cronaca

Scatta il blitz, accerchiati prostitute e loro clienti

Lecce: otto auto dei carabinieri e quattro dei vigili urbani hanno formato un cordone nelle vie intorno alla stazione, dove ogni notte stazionano le "lucciole". Denunce, auto sequestrate e 23 multe

Carabinieri durante un controllo nelle "vie del sesso".

Il giro di vite era nell'aria. L'annuncio, dato nei giorni scorsi dal sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, parla chiaro: a Lecce, nella zona della stazione ferroviaria, sarà installato un sistema di videosorveglianza anche con l'intento dichiarato di arginare il fenomeno della prostituzione, che sta assumendo una piega sempre più vasta. E nell'attesa che arrivi l'occhio del "grande fratello" a sorvegliare i movimenti dei nottambuli impenitenti, i controlli delle forze dell'ordine si susseguono a ritmo serrato. Ieri notte, alle 23, è scattato l'ennesimo blitz, questa volta dei carabinieri, con l'ausilio della polizia municipale. Otto vetture dei militari, quattro dei vigili urbani: partendo all'unisono, hanno effettuato un vero e proprio accerchiamento delle buie vie che ruotano attorno alla stazione, dove, per ordinanza del Comune firmata dal sindaco Paolo Perrone nel settembre dello scorso anno, vige la chiusura al traffico dalle 21 alle 3 di notte. Bloccate tutte le vie di accesso e d'uscita da un cordone di auto e uomini.

Gli unici che potrebbero circolare liberamente dopo le nove di sera in via Martiri d'Otranto, via Lombardia, via Vittorio Veneto, via Montello e via Don Bosco sono i residenti. Ma l'ordinanza e i continui controlli delle forze dell'ordine sembrano non aver scoraggiato né prostitute e transessuali, né tantomeno i loro clienti. Multe, sequestri, denunce all'autorità giudiziaria. Nulla sembra spaventare le "lucciole" e i loro compagni per una notte. Lo dimostra il fatto che carabinieri e agenti della municipale hanno scovato, nelle vie "proibite" una ventina circa di prostitute ed oltre cinquanta individui che transitavano nella zona, nonostante il divieto. Quindici donne erano dell'Est europeo, rumene soprattutto, regolarmente residenti in Italia. Le denunce hanno invece riguardato due italiane, che non risultano residenti a Lecce. Su di loro pendeva un foglio di via obbligatorio emesso dalla questura di Lecce che non è stato rispettato.

I presunti avventori, come accade di consueto in questi casi, si sono giustificati davanti ai carabinieri sostenendo di trovarsi in zona per recarsi presso la stazione ferroviaria. Ben ventitre sono state le contravvenzioni elevate per aver infranto il divieto di transito. Due autoveicoli sono stati sequestrati perché sprovvisti di assicurazione. L'obiettivo di questi blitz, che nella stessa nottata hanno riguardato anche altri punti caldi di Lecce e dintorni, fra cui via Vecchia Carmiano e via Vecchia Merine, è di infliggere duri colpi allo sfruttamento della prostituzione, che produce un giro di affari enorme facendo leva, spesso, sullo stato di necessità di ragazze giovani, a volte giovanissime (in qualche caso sono state scoperte negli angoli delle strade anche 17enni) provenienti dall'Est. Un vero e proprio esodo, dopo l'apertura delle frontiere nei confronti di nazioni come Polonia e Romania. Anche per questo motivo, l'autorità di gestione del "Pon sicurezza per lo sviluppo - obiettivo convergenza 2007-2013" che s'è riunito nei giorni scorsi al Viminale, ha approvato (nelle linee di massima) sei progetti che prevedono l'installazione di sistemi di videosorveglianza in Puglia. Lecce è fra le città giudicate a rischio, e per elevare gli standard di sicurezza nel centro storico e nei dintorni della stazione, fruirà presto di nuovi sistemi tecnologici.

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