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Omicidio Bianco, sconto di pena nel processo d'appello per Gabrieli

Diciotto anni di reclusione è la pena inflitta al 53enne di Martano per l'omicidio ddel 41enne, ucciso ucciso nelle campagne del comune grico

LECCE  - Diciotto anni di reclusione è la pena inflitta nel processo d'appello (presieduto dal giudice Vincenzo Scardia) per l'omcidio di Massimo Bianco, il 41enne ucciso nelle campagne di Martano, il 29 giugno 2012. Processo che vede imputato Antonio Gabrieli, martanese di 53 anni, assistito dall'avvocato Alessandro Stomeo. In primo grado, nel giudizio con rito abbreviato, Gabrieli era stato condannato a 30 anni dal gup Giovanni Gallo per omicidio aggravato dalla premeditazione. Vent'anni, invece, la pena invocata dal sostituto procuratore generale Ferruccio De Salvatore.

Lo sconto di pena si basa sull’accoglimento parziale dei motivi d’appello proposti dalla difesa, riconoscendo all’imputato le attenuanti generiche equivalenti sulle aggravanti. I famigliari della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti e Cosimo Rampino.gabrieli-antonio-5-2-2

Quello di Bianco è un omicidio maturato, secondo l’ipotesi accusatoria, nell’ambito “di banali contrasti di natura personale ed economica”. E’ questo, infatti, uno dei passaggi chiave e degli aspetti più crudeli emersi dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce Antonio De Donno. Di Massimo Bianco  ìsi erano perse le tracce il 27 giugno. Il giorno dopo la moglie ne aveva segnalato la scomparsa e nel primo pomeriggio di sabato 29, a circa mezzo chilometro dal monastero dei Cistercensi ne fu rinvenuto il cadavere, semi carbonizzato. L’autopsia condotta dal medico legale, Roberto Vaglio, confermò che il 41enne era stato ucciso con un solo colpo di pistola che aveva sfondato il cranio da destra verso sinistra e che non c’era stata alcuna precedente colluttazione.

L’altro imputato coinvolto nell’omicidio, Antonio Zacheo 29enne, assistito dal professor Federico Grosso (del Foro di Torino) e dall’avvocato Salvatore Maggio (del Foro di Taranto) è stato condannato a trent’anni in primo grado. 

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