Scontri a suon di sassi dopo Fasano-Galatina, cinque ultras arrestati

Tre sostenitori locali e due ospiti in manette, ma le indagini dei carabinieri continuano per identificare gli altri facinorosi che domenica scorsa hanno dato vita a una sorta di battaglia al termine della gara al “Vito Curlo”. Daspo per quattro anni

FASANO – Cinque ultras, tra fasanesi e galatinesi, sono finiti in arresto per gli scontri che si sono verificati domenica scorsa a margine della gara disputata presso lo stadio “Vito Curlo”, valevole per il campionato regionale Puglia girone B di promozione. Un match tanto corretto in campo, e terminato a favore degli ospiti salentini, quanto focoso sugli spalti, dove le due tifoserie si sono prima stuzzicate a distanza e poi affrontate una volta che si sono ritrovate di fronte. Se non c'è stato un vero e proprio corpo a corpo, s'è dovuto solo all'intervento risoluto dei carabinieri.    

Nei guai, così, sono finiti i fasanesi Giovanni Berberi, Marco Corbascio (entrambi 22enni) e il 25enne Mario Pinto, e i galatinesi Alessandro Luigi Romano, 21enne, e Maurizio Rossetti, 35enne.  Sono stati i militari della compagnia di Fasano e della stazione locale a portare avanti le indagini, sfruttando i filmanti delle videocamere.

I cinque, dunque, sarebbero stati ben immortalati e identificati mentre si scambiavano opinioni (si fa ovviamente per dire) a suon di sassi, aste di bandiere e altri corpi contundenti. Secondo i militari, sarebbero stati fra i più attivi in tutte le fasi degli scontri.

Rossetti e Romano, dopo la gara, erano rientrati a Galatina e qui sono stati ritrovati dai militari salentini, che hanno coadiuvato nelle indagini. Le quali vanno avanti. Perché a partecipare agli scontri sarebbero stati più soggetti, su entrambi i fronti. E’ possibile, dunque, che la lista degli indagati si allarghi nelle prossime ore.

I cinque, che sono stati trasferiti in carcere, dovranno rispondere di lancio e possesso di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

Quella di domenica scorsa è stata una vera e propria battaglia, con i prodromi già a gara in corso, quando erano stati lanciati dai settori delle frange più accese alcuni petardi e i galatinesi avevano anche esposto striscioni offensivi. Il peggio, però, a fine gara, dopo che il Galatina s’è imposto con una rete nei minuti di recupero. Fatto che ha acceso fino allo spasmo gli animi dei tifosi ospiti e gettato nella prostrazione più totale quelli di casa.

Ai tifosi galatinesi che si apprestavano ad abbandonare festanti lo stadio, è stata tesa una vera e propria imboscata. Diversi fasanesi hanno iniziato a lanciare pietre e fumogeni. E la risposta, a suon di bottiglie di vetro, non s’è fatta attendere. Solo grazie all’intervento dei carabinieri, come detto, gli ultras non si sono scontrati fisicamente. Ma intanto, un operatore dell'Arma riprendeva le scene salienti. E il terzo tempo s'è concluso cinque a zero per i carabinieri.  

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Nel frattempo, nei confronti di tutti e cinque questa mattina la questura di Brindisi ha comminato il Daspo. Contestualmente alle indagini dei carabinieri fasanesi, dunque, s’è svolta anche l’attività istruttoria della divisione anticrimine della polizia. Per quattro anni Berberi, Corbascio, Pinto, Romano e Rossetti non potranno frequentare i luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive. I decreti sono stati notificati presso le case circondariali di Lecce e Brindisi.

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