Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Sedici immigrati in alto mare, per ore è caccia alla “barca fantasma”

Una chiamata di un diportista segnala all'Ufficio circondariale marittimo una barca con otto persone a bordo. Sul posto, però, i militari ne trovano una seconda con clandestini. E scattano le ricerche in acque internazionali

OTRANTO - Sedici immigrati recuperati al largo di Otranto ed il mistero di una seconda barca “fantasma”, che, con ogni probabilità, invece, coincideva con lo stesso natante dei clandestini e su cui si sono concentrate per l’intero pomeriggio, fino a tarda serata le ricerche delle forze dell’ordine. Si riassume così il quadro dell’operazione di soccorso in mare che ha tenuto in allerta la Guardia Costiera di Otranto, in primis, e le unità navali della Guardia di Finanza.

Tutto ha avuto inizio attorno a mezzogiorno, precisamente alle 11.50, quando un diportista italiano ha chiamato l’Ufficio circondariale marittimo, spiegando di aver raccolto la richiesta di carburante di una imbarcazione, diretta in Grecia, con a bordo otto persone, collocata a circa 22 miglia da Otranto, in acque internazionali.

Sono, quindi, state avviate le motovedette specializzate della Guardia Costiera e della Finanza, per ricercare il natante, ma, arrivati sul luogo, i militari hanno trovato poco distante rispetto al punto previsto una seconda imbarcazione di circa 5 metri, con un carico di sedici clandestini a bordo, di non ben definita provenienza: parlano francese e presumibilmente si tratta di nordafricani, partiti dalle coste greche o turche.

Gli uomini del soccorso in mare hanno, pertanto, provveduto a recuperare gli immigrati e con i propri mezzi a trasportarli nel porto di Otranto, dove hanno ricevuto i primi soccorsi e sono stati condotti al centro “don Tonino Bello”, assistiti dai volontari della locale Misericordia.

Restava, però, il dubbio di una seconda imbarcazione, quella “fantasma”, segnalata nella mattinata con a bordo otto persone e di cui si erano perse le tracce: al vaglio fin da subito diverse ipotesi, tra cui quella più attendibile che, in realtà, non esistesse alcuna seconda imbarcazione e che si trattasse dello stesso natante con a bordo i clandestini. Del resto, a dimostrazione della tesi, c’era un indizio, ossia che non vi fosse traccia del passaggio della barca e che gli stessi immigrati avessero negato di averla vista.

Ma poiché il compito delle forze dell’ordine è quello di verificare se esistano o meno dei naufragi da soccorrere, sono scattate delle nuove operazioni di ricerca in lungo e in largo. Dal porto di Otranto, pertanto, è partita la motovedetta Cp 809, con a bordo due sanitari della Croce Rossa italiana. In mare, al momento ci sono tre mezzi della Guardia Costiera, con l’esordio della Cp 721 inaugurata pochi giorni fa a San Foca (coordinati dal tenente di vascello, Francesco Amato, che ha guidato tutte le operazioni fino al pomeriggio, quando il comando è stato assunto da Bari), una unità navale e un elicottero della Finanza.

A tutti gli effetti, dunque, si tratta di un’operazione di soccorso in acque internazionali. Le ricerche sono continuate fino a tarda serata, quando la visibilità è calata. Ma, come si presumeva, nessuna “barca fantasma” è stata rinvenuta. Le motovedette e gli altri mezzi speciali stanno rientrando alle rispettive basi.

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