rotate-mobile
Venerdì, 12 Aprile 2024
Anche 4 lavoratori in nero / Gallipoli

Importate dalla Francia e vendute come salentine: sequestrate 33 tonnellate di patate

L’operazione della guardia di finanza di Gallipoli con la collaborazione dell’ufficio Icqrf ha smascherato la frode agroalimentare scoprendo la filiera illecita sulla varietà “Annabelle” per un valore di circa 56mila euro

GALLIPOLI/LECCE – Patate importate dalla Francia, sporcate di terra e vendute come prodotto salentino per un maxi sequestro di 33 le tonnellate di speciale varietà: gli uomini delle fiamme gialle della compagnia di Gallipoli, con la collaborazione degli ispettori del dipartimento centrale per il controllo della qualità e repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari del Masaf– Ufficio Icqrf Italia Sud-est, hanno smascherato un raggiro che univa il Salento ad altri paesi europei al solo scopo di truffare i consumatori sull’effettiva qualità dei prodotti.

La verifica è partita nell’ambito dei controlli straordinari stabiliti dal protocollo d’intesa nazionale, che hanno permesso di condurre o un’attività investigativa a tutela dei consumatori, nei confronti di una società operante nel basso Salento nel settore del commercio di ‘frutta e ortaggi freschi’.

Le attività ispettive del team congiunto hanno permesso di rilevare come l’operatore in questione mascherasse la tracciabilità di un grosso quantitativo di patate, verosimilmente provenienti dall’estero e in particolare dalla Francia, per rivenderle sul territorio nazionale come se fossero state coltivate nel Salento. 

La terra con cui venivano sporcate le patate

In particolare, i tuberi della varietà ‘Annabelle’, giunti nel magazzino salentino sarebbero stati sottoposti ad un “trattamento” particolare, che prevedeva un preventivo lavaggio e una successiva fase in cui questi venivano immersi in vasconi contenenti terra rossa locale, affinché sembrassero effettivamente prodotti in loco. La procedura di confezionamento per l’immissione in vendita si concludeva con l’utilizzo di un “packaging” ingannevole che poteva evocare l’origine salentina della merce.

Il rappresentante legale della società è stato deferito alla competente Procura della Repubblica di Lecce per ‘frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci’, mentre sono state sottoposte a sequestro a disposizione dell’Autorità giudiziaria trentatremila chilogrammi di patate per un valore di 56mila euro.

Nel corso dell’intervento sono stati identificati quattro lavoratori a prestare la propria attività ‘in nero’. Sono in corso, da parte dei finanzieri di Gallipoli, ulteriori approfondimenti e riscontri documentali tesi ad accertare eventuali irregolarità di natura fiscale.

Il dissequestro

L'avvocato Francesco Zompì, per conto della società, rende noto che il gip del tribnunale di Lecce ha disposto il dissequestro del prodoto il 27 febbraio febbraio e che il provvedimento è stato eseguito dagli stessi militari della guardia di finanza che avevano apposto i sigilli.  Sempre secondo quanto rifereisce il legale, gli acquirenti, sarebbero ststi perfettamente consapevoli della provenienza francese delle patate. La terra rossa, inoltre, avrfebbe una funzione di protezione del prodotto per evitare che lo stesso possa essere attaccato dalla solanina.

(Articolo integrato il 4 marzo 2024 alle ore 12,55 circa con la nota del legale della società).

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Importate dalla Francia e vendute come salentine: sequestrate 33 tonnellate di patate

LeccePrima è in caricamento