Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Simula furti nel suo stesso bar, trovato a scassinare macchinetta cambia soldi

Alessandro Giuri, 34 enne neretino, già noto alle forze dell'ordine, titolare del bar "Rubix", sorpreso dagli agenti di polizia con un 26enne in un casolare in campagna, a scardinare una macchinetta di proprietà di una ditta

 

NARDO’ – Chi l’ha detto che è sempre colpa della banda specializzata in “spaccate”? Tanto più che ultimamente la squadra mobile di Lecce l’ha assicurata alla giustizia e non sembra che si sia già composto un gruppo di emuli.

Piuttosto, nei guai, e anche abbastanza seri, è finito questa mattina il titolare di un bar di Nardò che, secondo gli agenti di polizia del commissariato locale, diretti dal vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì, avrebbe simulato il furto di una macchinetta cambia soldi dal suo stesso locale (l’apparecchio, va specificato, è di proprietà di una ditta di Galatina, che quindi è a tutti gli effetti la vittima), per poi scardinarla e prelevarne i soldi. In arresto, per furto aggravato in concorso, è finito Alessandro Giuri, 34 enne neretino, già noto alle forze dell’ordine, titolare del bar “Rubix” di via Rubichi. Per lo stesso reato è stato denunciato il 26enne D.A., anch’egli di Nardò. Più lieve la sua posizione, tanto da scampare alle manette. Il giovane è incensurato.

Il fatto è avvenuto intorno alle 10,30 di questa mattina, quando gli agenti – dopo un’attività d’indagine già avviata a seguito di alcuni movimenti sospetti rilevati in precedenza - sono piombati in Contrada Padula, sulla strada provinciale Nardò-Leverano, sorprendendo due persone in un casolare, una delle quali intenta a tagliare con una smerigliatrice una macchinetta cambia soldi. L’altra, poi rivelatosi Giuri, alla vista degli agenti, ha tentato una fuga, durata almeno 500 metri, prima di essere bloccato.

Le indagini svolte nell’immediato hanno permesso di verificare come si sarebbero svolti i fatti. Secondo la polizia, Giuri, dopo aver portato via dal proprio bar la macchina cambiasoldi presa a nolo dalla ditta di Galatina, l’avrebbe condotta in quel luogo isolato per eseguire con tutta calma i lavori di apertura. Per aprire la cassa e sottrarre il contenuto avrebbe preso contatto con il 26enne, prelevandolo nella mattinata da casa e riferendogli di aver subito un furto, ma di avere trovato la macchinetta. Una storia, questa, tutta da vagliare, perché non si spiegherebbe come mai il 26enne si sarebbe poi prestato all’apertura del contenitore.

GIURI Alessandro-2Certo è che quando la polizia ha fatto irruzione, quello delle monete era già stato scardinato, e prossimo a subire lo stesso intervento era anche quello delle banconote. In tutto, nella macchinetta, c’erano mille e 139 euro.

Giunti nel bar per ulteriori rilievi, gli agenti hanno accertato che all’interno era stato scassinato un videogioco, da cui erano erano stati sottratti mille e 300 euro. Stranamente, però, nessuno aveva denunciato il furto, né i poliziotti avrebbero rilevato segni di scasso sulle porte e sulle finestre del locale. Tantomeno, è entrato in funzione il sistema d’allarme. Insomma, sembra che non vi sia stata alcuna intrusione anomala.

Anche il videogioco, proprio come la macchinetta trovata nel casolare, risulta di proprietà della ditta di Galatina, i cui rappresentanti legali hanno sporto denuncia presso il commissariato, per un danno di 10mila euro, che comprende la distruzione degli apparecchi. Giuri è stato quindi arrestato e destinato ai domiciliari, disposizione del pm di turno della procura di Lecce, Roberta Licci. L’uomo è difeso dall’avvocato Tommaso Valente. Il 26enne, come detto, è stato deferito in stato di libertà. 

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