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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca Soleto

Incendi divorano centinaia fra ulivi e pini, sette ore per domarli

Vigili del fuoco e protezione civile impegnati fino a notte fonda per contrastare più focolai nell'agro di Soleto. Distrutto un immenso patrimonio di alberi, l'ennesimo scempio ambientale

SOLETO – Ci sono volute almeno sette ore di lavoro per riuscire ad avere ragione di un vasto incendio iniziato nel tardo pomeriggio di ieri, nell’agro di Soleto, e protrattosi fino a notte fonda. E ancora una volta, in questa stagione che nel Salento già si preannuncia più rovente del solito sul fronte dei roghi, a farne le spese sono stati soprattutto alberi di ulivo: arsi a centinaia, trasformati in enormi torce scoppiettanti. E non solo. Le fiamme si sono propagate anche in una pineta, producendo ulteriori danni.

In realtà non si è trattato di un unico incendio: gli operatori in campo, infatti, si sono dovuti dividere per contrastare l’avanzata di diversi focolai, rendendo tutto più complicato. E il fatto che i roghi siano stati più di uno è segnale lampante che dietro vi sia stata la mano dell’uomo.  

Così muoiono un uliveto e una pineta

Le fiamme, alimentate anche dal vento, hanno iniziato a divorare alberi e vegetazione, a partire dalle 18 circa, in una zona a nord di Soleto, fra le vie della Calcara, Laccu Feretru e dell’Oliveto, una porzione di territorio compresa fra le strade provinciali 367 e 362. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco, dal comando provinciale di Lecce e dal distaccamento di Maglie, e i volontari della Nucleo emergenza radio della protezione civile di Soleto i quali, con ogni mezzo, hanno cercato di far fronte agli incendi, lavorando senza sosta fino all’una di notte.  

Video | La natura violata dalle fiamme

La sala operativa unificata permanente della protezione civile regionale ha coordinato le operazioni di spegnimento che, purtroppo, non hanno impedito l’ennesimo scempio ambientale. Un immenso patrimonio di alberi dell’uliveto soletano – circa 300 esemplari – è andato distrutto. E agli ulivi si aggiungono anche quarantina di alberi di pino dell’attiguo boschetto che ricade nella proprietà del gruppo industriale Colacem.

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