Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Sotto al "patriarca verde" fioccano nuove polemiche

Scorrano: la quercia di 8 secoli in piedi dall'11 aprile dopo un'operazione a spese del proprietario e con il supporto della forestale. Pellegrino ai detrattori: "Ingiusta sfiducia nelle istituzioni"

La Quercia delle Cento Pecore di Scorrano. Foto di Oreste Caroppo, scattata nel pomeriggio dell’11 aprile scorso.

Sotto le fronde del patriarca verde continuano a fioccare le polemiche. La maestosa "Quercia delle Cento Pecore" di Scorrano è ritornata in piedi l'11 aprile. Abbattuta dal vento, ripiantata dopo alcune operazioni piuttosto complesse. In discrete condizioni, gli esperti ritengono che possa continuare a sopravvivere. Alle sue spalle, ha già 800 anni di storia. E' uno degli esemplari più antichi d'Italia. La paura che potesse morire coricata su un fianco ha smosso diverse associazioni ambientaliste. E non pochi sono stati gli attacchi frontali alle istituzioni. Soprattutto Provincia di Lecce e corpo forestale sono finiti nel mirino. Si temeva che non si stesse facendo il necessario.

E proprio nei giorni scorsi, la pro loco di Scorrano ha scritto al presidente di Palazzo dei Celestini. Una lettera alla quale ora Giovanni Pellegrino, dopo aver già espresso in precedenza le prime rassicurazioni (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=7260), risponde un po' piccato. Anche perché sostiene di averla scartata proprio nel giorno in cui, ormai, il colosso verde era già stato rimesso in piedi, a spese del proprietario del fondo, il barone Francesco Lopez y Royo, e con la costante sorveglianza degli uomini del corpo forestale.

"Ciò smentisce la fondatezza di tanti addebiti di disinteresse rivolti a tutte le istituzioni che in qualche modo avrebbero potuto interessarsi al problema", sottolinea Pellegrino. Sebbene lo stesso presidente abbia già chiarito di recente come la Provincia non fosse direttamente responsabile di interventi in materia, sotto il profilo legislativo, "la vicenda - chiarisce ancora una volta - è stata seguita dal Settore ambiente e dalla polizia provinciale, consentendo abbastanza presto di assumere certezza sul complesso intervento programmato e dei tempi necessari alla sua attuazione: sorveglianza dell'albero abbattuto perché non subisse atti vandalici ad opera di terzi, un primo sfoltimento della chioma mentre l'albero era ancora posato sul terreno, la realizzazione dei plinti cementizi, cui ancorare sostegni metallici di controventatura, approfondimento e allestimento di una cavità in cui potessero essere riallocate le radici divelte, riconduzione dell'albero alla posizione verticale mediante mezzi meccanici adeguati all'imponenza della sua mole".

"Ora tutto ciò è avvenuto - prosegue Pellegrino - e non resta che attendere che la natura abbia il suo corso, nell'auspicio che l'intero apparato radicolare della quercia riesca a reimpiantarsi saldamente al terreno. Registro quindi con favore il diffondersi nel Salento di una sensibilità ambientalista; con minor favore, invece - conclude con tono polemico -, il permanere di un atteggiamento aprioristico di sfiducia e di critica verso le istituzioni, che nutre spesso allarmismi eccessivi".

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