Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Spiagge libere e sporche. E le stelle stanno a guardare

Spiagge libere ridotte al lumicino e sempre più sporche. Da una parte la scarsa sensibilità verso l'ambiente da parte di vacanzieri senza scrupoli, dall'altra amministrazioni non sempre efficienti

Ma cosa vi costa spegnere la cicca di sigaretta nella sabbia e poi gettarla nel sacchetto dove poco prima conservavate il panino per lo spuntino al mare sotto l'ombrellone? Cosa vi costa, trovandovi di fronte il contenitore della spazzatura stracolmo di schifezze all'uscita della spiaggia, quando c'è, portarvi tutto dietro fino sotto casa, e una volta lì depositare i "vostri" rifiuti nell'apposito cassonetto dell'immondizia? Cosa vi costa, sottolineare a voi stessi e poi far vedere a vostri figli che così si fa?

Cosa vi costa, amministratori dei Comuni salentini bagnati dal mare, dedicare tutti voi stessi alla disciplina ecologica, anche se l'impegno è forse più una seccatura mangiasoldi per le casse comunali che una leva politica su cui puntare? Cosa vi costa, sindaci e assessori, comprendere che le spiagge libere sono altrettanto preziose come i lidi a pagamento e che pertanto bisognerebbe iniziare a fare rispettare le regole a tutti, da coloro che frequentano la sabbia free e alle verifiche periodiche sulle concessioni demaniali delle aree di balneazione che si allargano e si restringono come una fisarmonica stonata. Non è forse compito vostro? Se no, fate finta di niente e prendete ugualmente l'iniziativa.

LeccePrima registra quotidianamente attraverso i suoi lettori le sconcezze del turismo nel Salento. Dalle marine leccesi a quelle di Porto Cesareo, lungo i 200 chilometri di costa, dall'Adriatico allo Ionio. La strafottenza di una umanità con zero senso civico verso i simili e il proprio ambiente (come se le due cose fossero separate) e le pubbliche amministrazioni che arrancano qua e là, ora perché non hanno disponibilità economica per fornire servizi e far rispettare le regole, ora per l'evanescenza degli amministratori, ingabbiati tra le direttive imposte dalla politica paesana e, diciamo la verità, non sempre all'altezza della situazione in fatto di studi ambientali. Eppure, certe deleghe, dovrebbero essere deleghe di "missioni", svincolate dai semplici accordi pre-elettorali. Buona notte. Con le stelle che stanno a guardare. Ovviamente la critica, ripetiamo a scanso di equivoci, è diffusa e non intende puntare il dito contro qualcuno in particolare. Se in questa circostanza ci soffermiamo su Porto Cesareo è prechè qui ci sono i lidi tra i più belli del Salento ed anche tra i più frequentati. E poi perchè sono gli stessi lettori a segnalarci, in questo specifico caso, in che stato versano le spiagge libere.

Va da sé che per sdraiarsi sull'asciugamano posato dolcemente sulla sabbia pulita, si è costetti a pagare. Altrimenti l'alternativa è la spiaggia libera. Buona fortuna, in questo caso. Date un'occhiata, per esempio, a quanto riportato sul sito della Regione Puglia alla voce "Stato delle concessioni sull'area demaniale" e tirate voi le conclusioni(https://www.regione.puglia.it/index.php?page=documenti&id=229&fs_id=996&opz=downfile). Lo studio risale al 2005 (i dati sono in allegato) e solo alcuni Comuni della provincia di Lecce hanno fornito i dati completi relativi alle concessioni demaniali delle loro spiagge: Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Gagliano del Capo, Galatone, Morciano di Leuca, Otranto, Palagiano, Patù, Sannicola, Taviano, Tiggiano e Vernole. I comuni per i quali è stato invece possibile calcolare solo un'area significativa sono Lecce, Melendugno, Nardò, Porto Cesareo, Racale, Salve, Santa Cesarea Terme. Per i comuni di Gallipoli e di Ugento non è stato possibile calcolare un'area significativa in quanto la linea demaniale risulta incompleta per centinaia di metri.

Ed ora veniamo alle segnalazioni dei lettori, non ultima quella di CulturAmbiente Onlus (https://www.culturambiente.it). Scrivono: "Alcuni soci ci hanno segnalato la condizione indecorosa in cui versa la bellissima marina di Punta Prosciutto, proseguimento della splendida linea di Porto Cesareo, perla dell'Arneo e del parco regionale Palude del conte e duna costiera, con un maremolto apprezzato da tutti. La strada per la spiaggia libera che accoglie i bagnanti - scrive Andrea Aufieri di CulturAmbiente - annuncia lo stato di incuria, che, a sorpresa, prosegue per l'intera spiaggia libera. Su tutto il litorale è possibile rinvenire grossi cocci di vetro, delle molle da letto arruginite, pezzi di argilla, nonché carbone, catrame, lattine e involucri di plastica ed alluminio . Andando a buttare o residui più pericolosi, i soci hanno trovato tutte le spazzature colme fino all'orlo".

"La situazione cessa immediatamente con la comparsa dei lidi privati - aggiunge - così è stato chiesto ai residenti se la situazione perdurasse da molto e in che modo il comune provvede alla pulizia della spiaggia. Ci è stato risposto che la situazione perdura da diverse settimane e che la pulizia è affidata a volontari che tolgono il grosso dell'immondizia, ma non posseggono gli strumenti adeguati per una manutenzione accurata. Non ci è stato risposto nulla invece - conclude -per ciò che concerne il ritiro dell'immondizia. Uno splendido scorcio di mare come quello di Punta Prosciutto meriterebbe ben altro trattamento da parte di chi ne fruisce ma certo anche da parte di chi dovrebbe attenderne al mantenimento. O bisogna attendere la solita invasiva privatizzazione?".

Riportiamo anche l'intervento di un lettore che si firma "Un salentino deluso", che scrive: "Vi invio queste foto che ho scattato lo scorso luglio a Torre Lapillo. E poi ci lamentiamo se i turisti non vengono più - sbotta. E aggiunge: "Le spiagge a Nord di Porto Cesareo sono queste (nelle foto, ndr) con la sporcizia, i detriti spiaggiati nel corso delle mareggiate invernali a fare da contorno alle vacanze salentine con il pericolo di infezioni e punture accidentali, anche e specialmente per i bambini".

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