Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca dei fabbri

Attendono che il panettiere rientri a casa e gli bruciano la Mercedes

L'inquietante episodio nella notte alla periferia di Squinzano. L'uomo, 48enne, era rincasato intorno a mezzanotte. Circa un quarto d'ora dopo ha sentito un botto. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri della stazione locale. Usate addirittura due bottiglie con liquido infiammabile. Il movente non è noto

Foto di repertorio.

SQUINZANO – L’hanno seguito o forse addirittura hanno aspettato che rientrasse a casa, appostati nell’ombra. E si sono accollati davvero un bel rischio, quello di essere scoperti, perché l’azione è stata molto ardita. Quasi quella di mani inesperte, verrebbe da dire, considerati alcuni dettagli.

A partire dall’orario, poco dopo mezzanotte, quando ancora in circolazione vi sono diverse persone e quindi è più facile essere sorpresi, e per finire con il metodo: non una, ma addirittura due sono state le bottiglie usate per cospargere una Mercedes classe E di liquido infiammabile, per poi appiccare il fuoco e fuggire.

Quasi come se l’autore, per scarsa dimestichezza, volesse avere certezza assoluta che la ciambella riuscisse con il buco, cioè che non fallisse miseramente. E il rogo che n’è scaturito, sebbene non abbia avvolto del tutto l’autovettura, ha comunque provocato un danno irreparabile. L’intera parte anteriore è andata in fumo. E la Mercedes, peraltro piuttosto nuova, è ora da rottamare.

Vittima dell’inquietante sopraffazione (dar fuoco ai veicoli sta diventando lo sport nazionale, nel Salento, qualsiasi sia il movente) è questa volta un panettiere di Squinzano di 48 anni. Oggi l’uomo, lavoratore irreprensibile, incensurato e distante anni luce dagli ambienti loschi locali, non sa spiegarsi i motivi del vile gesto.

Ai carabinieri della stazione locale, intervenuti sul posto per le indagini, ha spiegato di essere rientrato a casa, in via dei Fabbri (un’area residenziale piuttosto periferica, distaccata rispetto all’abitato principale di Squinzano) intorno a mezzanotte.

Circa un quarto d’ora dopo, mentre era nella sua stanza da letto a cambiarsi per andare a dormire, all’improvviso ha avvertito un botto. S’è affacciato ed ha visto la Mercedes in fiamme. Subito è scattata la telefonata ai vigili del fuoco, che sono intervenuti in breve tempo, salvando il salvabile.

Non si sono verificati ulteriori danni, ma, che l’episodio fosse doloso, s’è capito praticamente subito. Fusa con la lamiera del cofano c’era una bottiglia da mezzo litro. E a breve distanza dal luogo, abbandonato, un altro contenitore da un litro e mezzo. Vuoto, ma con residui di benzina.

Questa, dunque, la ricostruzione ipotetica: l’ignoto attentatore ha aspettato circa un quarto d’ora dopo il rientro in casa del panettiere, per poi versare benzina da una bottiglia e gettarne una seconda direttamente sull’auto (magari una sorta di molotov).

Scarsa esperienza per un’impresa ridondante, forse, ma l’effetto è stato in buona sostanza quello desiderato. Il panettiere non ha sentito altri rumori particolari, quindi è possibile che il malintenzionato (semmai fosse uno solo) si sia allontanato a piedi, confidando magari in un mezzo parcheggiato nelle vicinanze. 

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