Accerchiata la masseria dello spaccio. E in una grotta, droga a volontà e un'arma

Due cugini arrestati nella zona di Surbo. Accertamenti in corso anche su una pistola, cocaina e marijuana a chili occultati nelle vicinanze

SURBO – Due masserie, distanti 400 metri circa fra loro, nelle campagne fra Surbo e Torre Rinalda. E due cugini, legati non solo dal vincolo di sangue, ma anche dagli “affari”. Pompeo e Teodoro Vitale, rispettivamente 39 e 20 anni, sono stati arrestati dai carabinieri dipendenti dalla compagnia di Lecce, in un’operazione nata da indagini congiunge dei militari delle stazioni di Santa Rosa e Surbo, i quali da tempo tenevano d’occhio le attività e i movimenti in località “Li Manzi”.

VITALE POMPEO-2VITALE TEODORO-2Droga, soprattutto, è quanto i carabinieri hanno sequestrato, facendo scattare le manette ai polsi dei due cugini, dopo una vera e propria battuta alla quale hanno partecipato una cinquantina di uomini. Ed è la detenzione ai fini di spaccio che è stata loro contestata. Anche se vi sono accertamenti su un’arma e su altro stupefacente, trovati in un nascondiglio molto particolare: una grotta.  

Messa in piedi una vera task force

Una volta ricevuto il lasciapassare del pubblico ministero, un decreto di sequestro a firma di Paola Guglielmi, è stata messa in piedi una task force alla quale hanno partecipato anche militari della stazione di Monteroni di Lecce, della Sezione operativa e della Sezione radiomobile di Lecce e dal Nucleo investigativo, con il supporto del Nucleo cinofili di Modugno e dello squadrone eliportato di Cacciatori di Puglia, di recente istituzione, specializzato in interventi operativi in aree impervie. Perché la zona da perlustrare era molto ampia, ricca di nascondigli e possibili vie di fuga. E i carabinieri non potevano certo permettersi il lusso di fare un buco nell’acqua, dopo mesi di osservazioni.

Video | Il blitz dei carabinieri a caccia di stupefacenti

I militari di Surbo e Santa Rosa, infatti, più volte hanno notato in quella zona a ridosso del confine fra il demanio del capoluogo e quello del comune enclave di Lecce, movimento di soggetti che andavano e venivano. E’ un’area isolata e difficilmente controllabile e qui, con ogni probabilità, si recavano solo per acquistare sostanze stupefacenti.

SURBO CONTROLLO 1-2

All’alba di ieri, dunque, il blitz che ha condotto all’arresto di Pompeo e Teodoro Vitale, entrambi già noti, e trovati in possesso di stupefacenti e materiale per il confezionamento delle dosi. Presso l’abitazione di Pompeo Vitale c’erano circa 80 grammi di cocaina e 190 hashish, mentre in quella di Teodoro, circa 17 di cocaina e 12 di marijuana. La prima abitazione, in particolare, aveva un’imponente copertura di videosorveglianza, con decine di telecamere collocate su tutto il perimetro della proprietà.  Con la possibilità di avere una visione, e quindi il controllo della zona, da quasi tutti gli ambienti dell’abitazione, compresa la camera da letto, e persino dalle abitazioni limitrofe, in uso ai parenti.

Accertamenti su un'arma e altra droga

Durante il blitz, uno degli arrestati ha tentato di disfarsi di parte della sostanza stupefacente, in particolare cocaina, gettandola nel wc. Ma i militari, interrompendo il flusso degli scarichi idrici, hanno recuperato la droga. Non solo. Nel corso del controllo, in un’area campestre più lontana dalle due masserie perquisite, i militari hanno individuato un pozzo dismesso, che consente di accedere a una grotta sotterranea posta a due metri di profondità. Dentro c’erano una pistola calibro 22 con relativo munizionamento, 2 chilogrammi di marijuana e 55 grammi di cocaina. Su questi ultimi ritrovamenti sono in corso accertamenti. I due cugini, intanto, sono finiti in carcere.

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