Cronaca

Il criterio d'accesso per corso di sostegno non è accettabile: Tar dà ragione ad aspirante insegnante

I giudici amministrativi leccesi hanno accolto il ricorso di una candidata al corso di specializzazione Tfa, esclusa dalla prova orale nonostante il voto minimo previsto. Unisalento è stata costretta a riammetterla alla formazione

LECCE – Il Tar di Lecce dà ragione a un’aspirante insegnante di sostegno e ordina a UniSalento la riammissione della stessa al corso abilitante, al termine del quale è possibile accedere al mondo della scuola. Con un’ordinanza di ieri, la giustizia amministrativa ha infatti accolto la domanda cautelare proposta da una partecipante al Corso di specializzazione sul sostegno, noto come Tfa e bandito dall’ateneo leccese nell’anno accademico che sta per terminare.

La candidata era stata esclusa dalla partecipazione alla prova orale. Il motivo: aver ottenuto nella prova scritta il voto minimo previsto dal bando, ossia 21 punti, ma senza tuttavia conseguire almeno sei punti per ogni singola domanda. Il Tar ha accolto le tesi difensive degli avvocati Ernesto Rizzo e Giorgio Selleri del Foro di Lecce,  dichiarando l’illegittimità dell’operato di Unisalento.

I giudici hanno rilevato che “la Commissione giudicatrice ha introdotto un criterio di accesso alla prova orale  (l’aver ottenuto almeno 6 punti per ogni singolo quesito della prova scritta), che non è previsto dagli atti indittivi della procedura in questione” , si legge nell’ordinanza. Con questo provvedimento, all’aspirante docente è stata data la possibilità di partecipare al corso propedeutico per l’ingresso nella scuola, a seguito del superamento della prova orale.

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