Lavori fogna bianca a Sannicola. Il Tar sospende l’esproprio di un terreno

Ancora intoppi per il progetto di realizzazione dei sistemi di collettamento delle acque piovane a Sannicola già oggetto di indagini e della bagarre politica. Accolta la richiesta di sospensiva del proprietario di un terreno che si oppone all’esproprio e alla variante urbanistica

SANNICOLA – Ancora intoppi e brusche frenate per i lavori della fogna bianca nel territorio comunale di Sannicola dopo che la vicenda ha già scatenato una vera e propria bagarre sotto il profilo politico e amministrativo. Polemiche al vetriolo culminate anche con le dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici Maria Greco e con lo scontro frontale tra il sindaco Mino Piccione e l’opposizione del Centrosinistra.

Appalti e procedure per la realizzazione del progetto per i  lavori di realizzazione di sistemi di collettamento differenziati per le acque piovane e l’adeguamento degli scarichi finali che sono finiti anche sotto la lente della magistratura, ma che anche in sede  di giustizia amministrativa hanno visto contrapposte e avallate in prima battuta le ragioni del Comune e della ditta aggiudicataria dell’appalto la Le.Ga srl dopo l’esclusione della ditta Arcobaleno.

Ora su quel progetto e sui lavori per la fogna bianca, e su tutti gli atti consequenziali e approvati dal Comune, si interpone anche la sospensiva del Tar di Lecce decretata dai giudici dalla terza sezione pochi giorni addietro in accoglimento di un ricorso presentato da una cittadina destinataria dell’atto di esproprio nell’ambito di un terreno di sua proprietà per consentire la realizzazione di una vasca di raccolta delle acque meteoriche prevista nel progetto. Già all’inizio dell’iter per la realizzazione e l’affidamento dell’opera la giunta comunale del sindaco Piccione aveva provveduto, in autotutela, ad annullare il primo atto di esproprio emesso dal Comune a fronte del ricorso avanzato dal proprietario del terreno. Il tutto in attesa di affidare alla valutazione del Consiglio comunale l’approvazione della relativa variante urbanistica per salvaguardare la costruzione della vasca di raccolta su tale area. Ma anche dopo tale decisione la proprietaria del terreno ha rinnovato la sua opposizione chiedendo, tramite un ulteriore ricorso al Tar presentato dal legale Giuseppe Mormandi, l’annullamento, previa sospensiva cautelare, di tutti gli atti relativi all’affidamento dell’appalto e all’approvazione della variante urbanistica.

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Con il decreto del Tar di questi giorni è stata accolta la richiesta di sospensiva del ricorrente e in particolare posticipata l’immissione in possesso del terreno (fissata inizialmente al 24 novembre prossimo), successivamente al 25 novembre data in cui sarà trattata in sede collegiale l’istanza cautelare. “E’un'ulteriore tegola sul progetto fogna bianca che sembra far acqua sia dal punto si vista amministrativo che tecnico” commenta il capogruppo del centrosinistra Danilo Scorrano, “con il rischio incombente di non realizzare l'opera nel tempo previsto dal finanziamento regionale e conseguenti danni per la collettività. Anche su questa procedura i consiglieri di opposizione attraverso  interrogazioni e interventi in Consiglio comunale” conclude Scorrano, “avevano evidenziato, inascoltati, tali anomalie e tali rischi, allontanandosi dall'aula al momento del voto in Consiglio, come forma di protesta sulla disinvolta di tutta la vicenda”.

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