rotate-mobile
Mercoledì, 29 Giugno 2022
Un’eccellenza sanitaria nel Salento / Galatina

L’ictus e la paura, ora la luce: “Mi hanno rimessa in piedi”

Il racconto di Rita Tarantino, responsabile del comitato consultivo misto della Asl, ricoverata a Galatina, sulla sanità che funziona: “Il polo riabilitativo è un centro dei miracoli: la gente deve saperlo”

GALATINA - Ha vissuto anni di battaglie per difendere i diritti dei pazienti e chiedere una sanità migliore per tutti, ora combatte dall’altra parte Rita Tarantino, responsabile del comitato consultivo misto della Asl di Lecce: da più di un mese si trova in un letto di ospedale, all’ospedale Santa Caterina Novella di Galatina, dopo essere stata colpita da un ictus, ma continua a non far mancare l’energia che l’ha sempre contraddistinta e a raccontare, anche attraverso la propria esperienza diretta, in questo momento così delicato, il mondo della salute pubblica salentina.

“Abbiamo una struttura di eccellenza che pochi conoscono e che, invece, è efficiente – dichiara -, se dovessi definirlo lo chiamerei il centro dei miracoli, perché in tanti qui entrano come me, paralizzati e incapaci di parlare, e, grazie all’aiuto dell’equipe medica, dei terapisti, degli Oss e di tutti coloro che ci lavorano all’interno, si torna a parlare e a muoversi”.

Il riferimento è al polo riabilitativo: la struttura, diretta dal medico fisiatra Antonio Faita, fino a qualche tempo fa sorgeva nell’ex ospedale di San Cesario di Lecce, che, però, per via del covid è stato dedicato alla cura dei pazienti che hanno contratto il virus, reduci da rianimazioni e pneumologie. Così il reparto neurologico di terapia fisica riabilitativa, l’unico pubblico nel Salento, è stato trasferito a Galatina: qui si svolge, dunque, la riabilitazione motoria successiva a traumi e ictus cerebrali.

“Sono tutti bravissimi – racconta ancora Rita Tarantino – e i terapisti sono veri e propri angeli: la gente deve conoscere questo posto, perché tante volte pensiamo che non esistano strutture di questo livello sul nostra territorio: e, invece, non è così, lo posso testimoniare con la mia esperienza”.

Del momento dell’ictus la responsabile del comitato consultivo misto della Asl di Lecce ricorda poco: “Ero in casa, tranquilla, quando a un certo punto non mi sono sentita bene: ricordo solo tanta confusione”. Poi l’immediato trasporto alla Stroke unit di Lecce, il servizio di Neurologia d’urgenza dell’ospedale Vito Fazzi, dedicato ai pazienti con ictus ischemico o emorragico in fase acuta: “Sono stata in terapia intensiva per quindici giorni: anche la Stroke unit di Lecce è un centro di eccellenza, con tanti professionisti seri e competenti. Ero lucida, ma non riuscivo a parlare: ho balbettato per due settimane, poi mi hanno trasferita qui, in ambulanza e da venti giorni ho prima ricominciato a parlare e poi ho iniziato a muovere i primi passi. Sono la prova vivente dell’efficienza di questo posto, continuo a dirlo: per me è un miracolo”.

L’hanno chiamata in tanti, in queste settimane, per accertarsi delle sue condizioni e augurarle una pronta guarigione, compreso l’assessore alla sanità regionale, Rocco Palese, che si è impegnato a rilanciare il centro riabilitativo. Ma ciò che più colpisce sono le richieste di informazione sul polo riabilitativo: “Mi ha contattato molta gente e ancora continua a farlo, per capire dove si trova questo centro, come si accede: sono felice di questo, perché è un’eccellenza che non si conosce a sufficienza. Qui, ti rimettono in piedi e solo poche settimane fa non sembrava possibile”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’ictus e la paura, ora la luce: “Mi hanno rimessa in piedi”

LeccePrima è in caricamento