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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Scorrano

Tentata estorsione a un ex carabiniere, assolto un promotore finanziario

Annullata la condanna a un anno e quattro mesi per Paolo Maraschio, di Scorrano, noto alla cronaca per un maxi raggiro legato alla vendita di case “fantasma”. Per la Corte d’appello, “il fatto non sussiste”

SCORRANO - Ribaltata la sentenza in appello per Paolo Maraschio, promotore finanziario 49enne di Scorrano. E’ stato assolto, dopo la condanna  a un anno e quattro mesi  di reclusione, rimediata col rito abbreviato nel gennaio del 2016, per tentata estorsione ai danni di un ex carabiniere che pretendeva la restituzione di un prestito di oltre 100mila euro.

E’ dunque caduta l’accusa nel processo di secondo grado, durante il quale gli avvocati difensori Giuseppe Presicce e Ilenia Toma hanno cercato di smontare la credibilità della presunta vittima, rilevando in particolare, alcune incongruenze tra le dichiarazioni rese in sede di denuncia e quelle rilasciate quando fu ascoltato come persona informata sui fatti. Ma per conoscere le ragioni che hanno spinto il collegio giudicante, presieduto dal giudice Carlo Errico, a pronunciare un verdetto assolutorio perché “il fatto non sussiste”, bisognerà attendere che vengano depositate le motivazioni (entro quindici giorni).

Stando all’accusa, in più circostanze, fino al gennaio del 2013, Maraschio avrebbe intimorito il suo creditore con frasi minacciose del tipo “vengo e ti sparo”, tenendo anche comportamenti finalizzati a non restituire la somma dovuta.

L’ex militare era parte civile al processo con l’avvocato Dymitri Conte e aveva chiesto un risarcimento di 300mila euro.

Ma la partita più importante con la giustizia per Maraschio deve ancora concludersi, ed è quella relativa a un mega raggiro ai danni di 60 vittime. Il processo è ancora in corso dinanzi alla prima sezione penale del tribunale di Lecce e il 49enne, dal banco degli imputati risponde di truffa e sostituzione di persona, perché secondo le indagini sarebbe riuscito ad appropriarsi di somme dai 50 ai 1200 euro per una cifra complessiva di circa 30mila euro, corrispondenti alle caparre versate dai malcapitati per l’acquisto di case “fantasma” messe in vendita  on line.

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