Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Traffico e spaccio di cocaina e marijuana, chiesti quasi trent’anni di reclusione

Si è aperto ieri il processo a un gruppo di salentini accusati di aver gestito il commercio di droga dal novembre 2014 al luglio 2015, usando anche un sistema di avvistamento delle forze di polizia

SANNICOLA - Sfiorano i trent’anni di reclusione le pene invocate nel processo col rito abbreviato a un gruppo di salentini, accusato di aver tessuto una fitta rete di spaccio di cocaina e marijuana in alcuni comuni salentini sul versante ionico, dal novembre 2014 al luglio 2015.

Il procuratore della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce Guglielmo Cataldi ha riqualificato in ipotesi più lievi i reati di traffico e spaccio contestati a vario titolo ai dodici imputati, chiedendo così le seguenti condanne: due anni per Veronica Caputo, 27 anni, di Sannicola; 1 anno e 8 mesi per Damiano Crocefisso De Simei, 25 anni, di Torchiarolo; 1 anno e 8 mesi per Giuseppe De Simei, 52, di Torchiarolo; 3 anni e 6 mesi, a testa, per Emanuele Giorgino, 44 anni, di Sannicola e per Giuliano Giorgino, 43 anni, di Sannicola; 3 anni ad Armando Leo, 40 anni, di Sannicola; 2 anni e 6 mesi per Gianluca Maggio, 30 anni, di Trepuzzi; 2 anni e 4 mesi per Marco Maggio, 31, di Trepuzzi; un anno per Michele Malorgio, 36, di Sannicola; 2 anni per Marcella Mercuri, 45 anni, di Sannicola; 3 anni e 6 mesi per Matteo Mezzi, 34 anni, di Sannicola e 1 anno e 6 mesi per Alessandro Reina, 26 anni, di Torchiarolo.

Coinvolto nello stesso procedimento, anche Giuseppe Marzano, 55 anni, di Galatone, che non ha fatto istanza di riti alternativi ed è stato rinviato a giudizio.

Nell’udienza del 9 giugno, davanti al giudice Cinzia Vergine, inizieranno a prendere la parola gli avvocati difensori Dario Budano, Angelo Ninni, Americo Barba, Francesco Fasano, Marco Pezzuto, Ladislao Massari, Roberto De Mitri Aymone, Salvatore Abate, Raffaele Missere, Benedetta Frezza e Andrea Capone.

Stando alle carte dell’inchiesta, condotta dai carabinieri della stazione di Sannicola e del Nucleo operativo di Gallipoli, la droga sarebbe stata acquistata a Lecce, Galatone e Torchiarolo (in provincia di Brindisi) per poi essere distribuita principalmente nei comuni di Sannicola e Alezio, ma anche nelle zone vicine, utilizzando un sistema di avvistamento delle forze di polizia e di controllo del territorio tale da facilitare l’attività illecita e garantire l’impunità ai sodali.

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