Travolsero anziano in bicicletta dopo rapina: nei guai insospettabile fisioterapista

Fabrizio Roma, 42enne di Novoli è stato arrestato dai carabinieri dopo un'indagine dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina. L'assalto armato nella primavera scorsa al supermercato "Di Meglio" di Salice. La fuga spericolata a bordo di un'Alfa 147, mandando un 88enne in ospedale

LECCE – Pur di garantirsi la fuga non esitarono a investire un uomo di 80 anni che, con la sua modesta bicicletta, stava andando a fare la spesa. Uno sfortunato incrocio di destini, la brutalità del crimine che travolge la quotidianità di un uomo qualunque. Quella compiuta ai danni del supermercato "Di Meglio", una delle tante messe a segno in anni contraddistinti dalla crisi economica e criminali improvvisati, fu una rapina dai risvolti drammatici, che solo per una serie di fortuite coincidenze non sfociò in tragedia. Era il 24 aprile scorso. Tutto avvenne in pochi minuti, in via Raffaele Degli Atti, alla periferia di Salice Salentino, quando le lancette segnavano le 19.30. In due, con il volto coperto da un passamontagna (uno fu ritrovato il giorno successivo dai carabinieri sulla provinciale Salice-Novoli) ricavato da alcuni indumenti, fecero irruzione nel supermercato. Uno dei due rapinatori, armato di una pistola, intimò al personale e ai clienti di stendersi a terra, mentre il complice prelevava il denaro dalle casse: 3mila e 500 euro.

Afferrato il bottino, i due raggiunsero l’autovettura parcheggiata all’esterno per guadagnare la fuga. L’auto era stata parcheggiata in maniera tale che l’autista fu costretto a compiere una manovra in retromarcia, durante la quale investì l’80enne. Un passante, accortosi di quanto stavo accadendo, cercò di mettere in salvo l’anziano, battendo con violenza le mani sulla parte posteriore dell’auto, per poi allontanarsi velocemente. Il secondo rapinatore, seduto sul lato del passeggero, scese dall’auto, vide l’anziano riverso a terra ma ordinò all’autista di proseguire la manovra. Fu solo la prontezza di riflessi a salvare la vita dell’80enne, che puntò un piede contro il paraurti posteriore. In questo modo fu spinto per alcuni metri sull’asfalto prima di essere sbalzato via. La vittima riportò un trauma cranico, alcune fratture e diverse escoriazioni.

La zona era sprovvista di videocamere di sorveglianza, particolare che non ha scoraggiato i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, guidata dal maggiore Nicola Fasciano. Gli investigatori hanno avviato un’indagine peculiare, capace di far convergere, in perfetta simbiosi, gli strumenti classici dell'inchiesta e alcuni strumenti tecnologici all’avanguardia. Fondamentale si è rivelata la testimonianza di sette persone, che hanno raccontato la rapina dalla posizione e della prospettiva in cui si trovavano in quei concitati momenti. Un mosaico composto con pazienza e abilità dagli uomini dell’Arma, che sono riusciti a risalire, grazie all’intuizione di uno di loro e alla descrizione dell’auto utilizzata, un’Alfa 147, al proprietario della stessa. Le targhe utilizzate erano state rubate a Novoli.

Dall’auto i militari sono risaliti al proprietario, Fabrizio Roma, 43enne di Novoli. Le ricerche dell’uomo inizialmente sono andate a vuoto, ma nel garage hanno trovato l’Alfa di sua proprietà, su cui hanno rinvenuto i segni dell’impatto con la bicicletta e con un’altra vettura, le manate e l’impronta della scarpa. Nonostante le raccomandazioni di non toccare l’auto prima che fosse esaminata dalla scientifica, il 43enne ha subito provveduto a ripulire la stessa. Un tranello che ha confermato ulteriormente i sospetti degli investigatori.

A questo punto è entrato in scena il consulente della Procura, l’ingegnere Lelly Napoli, che ha analizzato le deposizioni dei testimoni, eseguito con un particolare strumento centinaia di scatti per ricostruire l’esatto stato dei luoghi al momento della rapina ed eseguito (con un particolare e costosissimo software che pochi posseggono a livello nazionale) una rappresentazione grafica tridimensionale dell’evento supportata da elementi oggettivi.

Un passaggio fondamentale delle indagini, che ha permesso di chiudere il cerchio intorno a uno dei presunti autori della rapina. Il gip Stefano Sernia ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Procura (l’indagine è stata coordinata dai pubblici ministeri Giuseppe Capoccia e Carmen Ruggiero), nei confronti di Fabrizio Roma con l'accusa di rapina e lesioni aggravate, ricettazione e omissione di soccorso. Il classico insospettabile, incensurato e fuori dagli ambienti criminali, di professione fisioterapista. L’uomo, finito agli arresti domiciliari con il cosiddetto braccialetto elettronico, avrebbe agito per pagare alcuni debiti. Gli inquirenti sono sulle tracce del secondo rapinatore.

La ricostruzione in 3D dell'investimento

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