Tre interventi dopo la frattura al femore, poi il decesso. Dodici gli indagati

Sono dodici i nomi iscritti nel registro degli indagati dal pubblico ministero Roberta Licci nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di una donna di Galatone, Addolorata Parisi, spirata a 71 anni nel reparto di ortopedia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. L’iscrizione è, comunque, un atto dovuto, anche e soprattutto in vista dell’esame autoptico

LECCE – Sono dodici i nomi iscritti nel registro degli indagati dal pubblico ministero Roberta Licci nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di una donna di Galatone, Addolorata Parisi, spirata a 71 anni nel reparto di ortopedia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. L’iscrizione è, comunque, un atto dovuto, anche e soprattutto in vista dell’esame autoptico. Gli indagati, infatti, potrebbero nominare un consulente da affiancare a quello designato dalla Procura. OIl pubblico ministero conferirà l’incarico al medico legale Roberto Vaglio. Saranno le indagini della Procura del capoluogo salentino a far luce sulla vicenda.

A dare avvio alle indagini la denuncia presentata lo scorso 8 gennaio dai figli della donna ai carabinieri di Gallipoli. I militari hanno identificato tutte le persone che hanno avuto in cura la donna dal 2013 a oggi e hanno acquisito le varie cartelle cliniche.

Il decesso è avvenuto per arresto cardiocircolatorio il 7 gennaio, ma la vicenda è complessa e affonda le radici nel tempo. La vicenda, infatti, ha avuto inizio nel giugno del 2013, quando la donna, a causa di una banale caduta, si è fratturata un femore. La 71enne è stata sottoposta a un intervento chirurgico presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli, dove le è stata applicata una protesi.

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Il secondo passaggio, invece, risale al momento in cui, sostenendo di avvertire dolori a distanza di tempo, la donna si è rivolta a uno specialista di Bari che opera a Perugia. Condotta in una clinica privata del capoluogo umbro, è stata sottoposta a un nuovo intervento nel settembre del 2014. Il decorso, però, è stato – secondo quanto denunciato – ancora una volta non scevro da complicazioni, visto che la paziente avrebbe continuato ad accusare dolori e che anche alcuni fisioterapisti avrebbero accertato problemi. Da qui il terzo passaggio, cioè la decisione di recarsi al “Vito Fazzi” di Lecce dove si è proceduto ancora una volta ad analisi e, infine, a un nuovo intervento. E tuttavia, due giorni addietro la donna è spirata, portandosi dietro un carico di domande che ora attendono una risposta.

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