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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Finti incidenti, si spaccia per carabiniere e chiede 16mila euro di risarcimento

L'ennesima truffa ai danni di anziani è stata messa a segno due giorni fa, alle porte di Lecce. Individuato dagli agenti della squadra mobile uno degli uomini coinvolti nel raggiro. Non potrà rimettere piede in città e nei paesi vicini per tre anni

LECCE - L’ennesima truffa con i finti incidenti stradali è stata messa a segno due giorni fa nei pressi del capoluogo salentino ai danni di una donna di 79 anni. Ma stavolta, una delle persone che avrebbe partecipato al raggiro sarebbe stata colta con le mani nel sacco dagli agenti della squadra mobile di Lecce. 

Si tratta di M.B., un 37enne residente nel Napoletano, fermato poco dopo aver ritirato un sacchetto in plastica dalla malcapitata, dove all’interno c’erano 100 euro, in due banconote da 50 euro, e alcune confezioni contenenti diversi monili d’oro. 
Stando alla ricostruzione svolta dagli investigatori, poco prima, l’anziana era stata contattata telefonicamente, sul numero fisso di casa, da un sedicente carabiniere che le aveva annunciato il coinvolgimento del figlio in un grave sinistro stradale e le indicava il da farsi: “Signora, sono un tenente dei carabinieri. Suo figlio ha avuto un incidente. Lui sta bene, ma la signora investita ha la gamba rotta e ha chiesto 16mila euro di risarcimento. Se non paga questi soldi, suo figlio lo arrestiamo”. 
Alla donna che aveva fatto presente di non avere tutto quel denaro, il finto militare avrebbe proposto di raccogliere comunque i soldi e i preziosi nella sua disponibilità e che a breve sarebbe passato a ritirarli il nipote dell’avvocato difensore del figlio.
Il 37enne non poteva immaginare che, appostati nella zona, ci fossero i poliziotti pronti a bloccarlo mentre tentava di risalire sull’auto con il bottino.
Il mezzo, una Toyota C-HR, era stato già notato intorno alle 16, dal personale che transitava in una via alle porte di Lecce: era regolarmente parcheggiato e a bordo c’era un individuo che utilizzava spesso il telefono cellulare e appariva molto agitato. 
Dal controllo della targa sarebbe poi emerso che l’autovettura era utilizzata da alcuni malviventi campani, non a caso dediti ai reati contro il patrimonio e ricercati sul territorio nazionale. E’ stato così chiesto l’ausilio di altro personale della squadra mobile per individuare un eventuale complice e l’abitazione presa di mira. 
Intanto, il conducente si sarebbe spostato con l’auto in una via parallela e, sempre con il telefono a portata di mano, sarebbe sceso dalla vettura per poi dirigersi a piedi verso la stessa strada in cui era stato notato la prima volta, dove si trovava l’abitazione della vittima.
Al termine dei controlli, sono stati sequestrati il veicolo e due telefoni cellulari. Dopo l’arresto, il pm ha restituito la libertà all'indagato che, sottoposto alla misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio, a cura del personale dell’Ufficio Misure di Prevenzione, non potrà rimettere piede a Lecce e nei paesi vicini per i prossimi tre anni. 

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