Uffici giudiziari di Bari e politiche governative, nuova astensione degli avvocati

Gli avvocati penalisti leccesi, insieme ai colleghi di tutta Italia, si asterranno dalle udienze penali dal 25 al 27 giugno

LECCE – Gli avvocati penalisti leccesi, insieme ai colleghi di tutta Italia, si asterranno dalle udienze penali dal 25 al 27 giugno. La Camera penale di Lecce, infatti, ha aderito all’iniziativa di protesta indetta dall’Unione camere penali, le cui motivazioni riguardano la vergognosa situazione determinatasi a Bari, lo stato generale dell’edilizia giudiziaria in Italia, nonché le politiche in tema di giustizia annunciate, e in parte già concretamente impostate, dal nuovo Governo. Il caso di Bari, ed anche il rimedio che il ministro della Giustizia ha estratto dal cilindro, sono di una gravità inaudita.

In pratica, secondo Bonafede, rimosse le tende, segno antiestetico e troppo visibile di una patologia cui non si sa porre rimedio, il malato viene dichiarato guarito per decreto. Sospesi i termini di prescrizione, si salvano i processi in corso e così il malato può morire serenamente. Sospendere la prescrizione “fino a quando non cesserà la causa della sospensione” (il disastro causato dal ministero stesso) significa impedire per anni il regolare esercizio della giustizia penale e del lavoro degli avvocati, sottrarre ai cittadini, indagati, imputati e persone offese, e alla collettività intera, ogni aspettativa di effettivo riconoscimento dei diritti e delle garanzie che l’ordinamento riconosce loro. Se simili iniziative possono essere giustificate nel caso di vere e proprie “calamità naturali”, quando le cause del disastro siano da attribuirsi all’incuria, ai ritardi, alle colpevoli omissioni di un ministero, il rimedio risulta davvero irragionevole e si trasforma in un ribaltamento del senso comune: anziché rimuovere al più presto le cause del male se ne rimuovono gli effetti.

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Preoccupano, poi, i primi passi del Governo in materia giudiziaria: è stata bloccata la riforma dell’ordinamento penitenziario, si inneggia al carcere come soluzione di tutti i problemi, è stata depositata una proposta di riforma demenziale in materia di legittima difesa. In pratica, la negazione dello stato liberale. Ancora una volta, con abnegazione e sacrificio personale, gli avvocati esprimono la propria posizione contraria a questa impostazione, e dimostrano di essere un punto di riferimento fondamentale nella difesa dei diritti dei cittadini, e dei valori della libertà e del giusto processo.  

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