Abusi sui piccoli, arriva la condanna per la madre e un 22enne

Svolta nell'ambito di una triste storia di soprusi e infanzia violata che arriva da Uggiano La Chiesa. I giudici hanno condannato rispettivamente a 11 e 8 anni di reclusione, la madre e un ragazzo che avrebbe abusato di loro

LECCE – Nuove condanne nell’ambito di una triste storia di violenza, degrado, soprusi e infanzia violata che arriva da Uggiano La Chiesa, comune di poche migliaia di abitanti a una manciata di chilometri da Otranto. Una squallida vicenda di abusi sessuali consumati a danno di due giovani creature, per di più nel contesto familiare. A farne le spese due bambini che, all’epoca dei fatti, avevano meno di dieci anni. Dopo la condanna a 9 anni di reclusione nel giudizio con rito abbreviato nei confronti di Daniele Cartelli, 54enne, i giudici del Tribunale di Lecce hanno condannato rispettivamente a 11 e 8 anni di reclusione, la mamma delle piccole vittime, e un 22enne che avrebbe abusato di loro.

Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Lecce, coordinati dalla sostituto procuratore della repubblica di Lecce, Carmen Ruggiero, hanno portato alla luce uno scenario davvero drammatico, con la mamma delle due piccole vittime che per mesi si sarebbe prostituita “in presenza dei minori, intimando loro di non uscire dalla stanza da letto e rimanere seduti sulle sedie per farli assistere”. La donna, una vedova di 43 anni, fu arrestata a maggio 2011 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa gip del tribunale di Lecce, Carlo Cazzella. In manette finirono anche Cartelli, suo ex convivente, e un ragazzo di 22 anni. Il 54enne avrebbe più volte abusato di uno dei due bimbi, “costringendolo a subire atti sessuali”, incurante del pianto disperato della piccola vittima che avrebbe vanamente cercato di sottrarsi alle violenze, ricevendo in cambio minacce e percosse. Il più giovane degli arrestati, invece, avrebbe abusato della sorellina, “costringendola a subire rapporti sessuali”. Gli episodi in questione si riferiscono al periodo tra il 2008 e il 2009. I tre sono accusati, in concorso tra loro, di violenza sessuale: i due uomini quali esecutori materiali degli abusi, la donna per non avere impedito le violenze, “pur avendone l’obbligo giuridico quale genitore”.

A dare avvio alle indagini, ad inizio del 2009, è stato proprio il racconto delle piccole vittime nel corso di alcuni ascolti dinanzi ad uno psicologo e ad un assistente sociale nell’ambito di un procedimento innanzi al Tribunale per i minorenni di Lecce, conclusosi con l’affidamento dei due minori a una coppia. Raccapriccianti, a dir poco, le testimonianze dei due fratellini, che hanno raccontato nei dettagli le loro storie di ordinaria violenza subite proprio tra quelle mura in cui avrebbero dovuto sentirsi al sicuro. Racconti confermati anche il 10 gennaio 2010 in un ascolto protetto dinanzi al gip, presso il Cepam di Lecce, alla presenza di una psicologa che ha, tra l’altro, accertato l’assoluta attendibilità dei minori. I successivi riscontri investigativi operati dai militari dell’Arma, hanno constatato, anche attraverso numerose testimonianze, come la mamma dei due bimbi fosse da tempo dedita all’alcol ed esercitasse la prostituzione in casa. 

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