Assolti con formula piena i tifosi giallorossi accusati di aver fermato un treno in corsa

Cinque lunghi anni trascorsi tra indagini, provvedimenti di Daspo, ricorsi, processi e un lungo calvario per un reato che non avevano commesso. Si è conclusa con un’assoluzione piena, per non aver commesso il fatto, la vicenda giudiziaria di quattro tifosi giallorossi accusati di interruzione di pubblico servizio per aver azionato il freno del treno per Lecce

@TM News/Infophoto

LECCE – Cinque lunghi anni trascorsi tra indagini, provvedimenti di Daspo, ricorsi, processi e un lungo calvario per un reato che non avevano commesso. Si è conclusa con un’assoluzione piena, per non aver commesso il fatto, la vicenda giudiziaria di quattro tifosi giallorossi accusati del reato di concorso in interruzione di pubblico servizio per aver azionato il freno di emergenza del treno numero 951 in partenza dalla stazione Termini di Roma e diretto a Lecce con alcune centinaia di tifosi giallorossi, alle ore 00.50 del 31 ottobre del 2010. Una sosta di appena due minuti.

Il giudice del Tribunale monocratico di Roma, Clementina Forleo, ha assolto Marco Falbo e Andrea Rizzo (assistiti dall’avvocato Giuseppe Milli); Juri Zecca (assistito dall’avvocato Maurizio Memmo) e Massimiliano Vincenti (assistito dall’avvocato Sergio Santese). Il pubblico ministero aveva chiesto per i quattro imputati una condanna a dieci mesi. L’avvocato Milli e i colleghi hanno evidenziato, in sede di discussione, la mancanza di un verbale di identificazione da parte della polizia ferroviaria, e il fatto che alcuni testimoni avessero identificato con assoluta certezza la presenza degli imputati non a bordo del treno ma bensì tra i tifosi che erano rimasti sulla banchina a causa del ritardo del pullman per esigenze di ordine pubblico. Il giudice ha condiviso in pieno la tesi difensiva, assolvendo gli imputati.

I quattro furono fermati dalla Polfer poiché ritenuti responsabili del blocco improvviso del treno che doveva condurli nel capoluogo salentino dopo la sfida tra Roma e Lecce. In realtà erano tra i tifosi rimasti in stazione. Nei confronti degli imputati fu emanato il provvedimento del Daspo, poi annullato, su ricorso degli stessi, dal Tar del Lazio.

“Con più attenzione – ha commentato l’avvocato Giuseppe Milli – si sarebbe potuti giungere molto prima alla verità ed evitare questo lungo calvario giudiziario, tra ingenti spese economiche, un ricorso dinanzi al Tar e un processo celebrato a Roma. Risparmiando inoltre ai nostri assistiti anche degli ingiusti patimenti morali”.

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