Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Un mare da bere, ma occhio al cemento sulla coste

Goletta Verde di Legambiente promuove le acque e il litorale salentino. Solo a Diso e Ostuni lievi tracce di inquinamento. Bandiera nera ad Alliste per la realizzazione dell'hotel Jonico

La Goletta Verde di Legambiente

Un mare quasi da bere. La Goletta Verde di Legambiente getta l'ancora a Gallipoli e promuove il Salento, dal canale d'Otranto al basso Ionio. Snocciola dati e i risultati dei controlli del laboratorio mobile sui campioni d'acqua prelevati lungo le coste salentine. Un mare in buona salute, limpido e non inquinato. Questo emerge dalle analisi dei 17 campioni di prelevamento delle località costiere leccesi e dei sette dell'area brindisina. Solo due le eccezioni: a largo di Diso (località Acquaviva) e di Ostuni (nella caletta di fronte la pineta) sono stati rilevate livelli di coliformi fecali e streptococchi lievemente superiori ai valori normali. La situazione complessiva sulla salubrità del mare è dunque rassicurante, mentre gli attivisti di Goletta Verde e i rappresentanti locali di Legambiente hanno puntato l'indice ancora una volta sull'allarme per la tutela e salvaguardia delle coste dal pericolo, sempre vivo e mai domo, del cemento selvaggio. A Gallipoli in particolare si è fatto specifico riferimento da parte del portavoce di Goletta Verde, Giorgio Zampetti, alla riproposizione del progetto della Valtur per la realizzazione di un villaggio turistico attrezzato in un area ormai ricompresa nel parco naturale regionale "Isola di Sant'Andrea-Litorale di Punta Pizzo".

Occhi aperti contro alla cementificazione il messaggio chiaro lanciato dagli ambientalisti. E non a caso più a sud di Gallipoli, nella vicina marina di Alliste, nell'ambito del dossier Mare Nostrum 2007, gli ambientalisti hanno assegnato la bandiera nera al Comune colpevole di aver rilasciato nel 2000 le autorizzazioni per la costruzione di un complesso alberghiero a meno di 100 metri lineari dalla costa. Si tratta nello specifico dell'Hotel Jonico, già in fase di realizzazione e con previsione di ultimazione entro il 2010. Il coordinatore provinciale del Cigno Verde, Maurizio Manna, non ha esitato ha definire quella struttura una piccola Punta Perotti del Sud Salento. E che, come l'ingombrante termine di paragone, andrebbe abbattuta. Un piccolo neo per un Comune come quello di Alliste che si era invece sempre distinto in questi anni per iniziative di valorizzazione del patrimonio naturalistico e architettonico. Basti pensare al recupero della storica frazione di Felline.


Un Salento in chiaroscuro sul versante dell'edificazione selvaggia come per altro dimostrano giornalmente i sequestri operati dalle forze dell'ordine di manufatti e villette edificate in barba alle normative edilizie e localizzate anche su aree soggette a vincolo paesaggistico. Di contro sventolano orgogliose le cinque vele blu del litorale di Nardò, assegnate dalla guida Blu di Legambiente, proprio per testimoniare l'azione di salvaguardia del mare e delle coste di competenza. Domani infatti, l'appuntamento della bialbero "Catholica" di Goletta Verde e del suo equipaggio, e proprio sul litorale di Serra Cicora e Porto Selvaggio con gli amministratori neretini. Il viaggio proseguirà poi alla volta del litorale di Taranto. All'incontro di questa mattina a Gallipoli per la presentazione del dati sull'analisi e l'informazione sullo stato delle acque di balneazione salentine era presente anche l'assessore provinciale all'Ambiente, Gianni Scognamillo.

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