Cronaca

Tassi usurari, nuova ordinanza per l'imprenditore edile Giancane

Un'ulteriore, dettagliata denuncia di una presunta vittima ha fatto scattare un nuovo arresto, comunicato in carcere. Verbalizzate almeno due "operazioni" usurarie. Con tanto di minacce per il rispetto dei pagamenti delle rate

 

MONTERONI DI LECCE – Come già prospettato, con il proseguimento dell’indagine, la posizione di Domenico Giancane, imprenditore edile 62enne di Monteroni di Lecce, si è aggravata, in virtù di una nuova, dettagliata denuncia, che ha fatto scattare un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sono stati i carabinieri della compagnia di Lecce, che già avevano iniziato l’attività investigativa nei suoi confronti, a comunicargli questa mattina la notifica, direttamente in carcere, dov’è già ristretto fin dall’alba del 24 ottobre scorso.

Il nuovo provvedimento cautelare, emesso dal gip Ines Casciaro, è stato richiesto dal pubblico ministero della Dda di Lecce, Alessio Coccioli. Le accuse sono di usura pluriaggravata continuata, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

Secondo gli inquirenti, Giancane avrebbe messo in atto un’intensa attività usuraria nei confronti di un altro imprenditore edile monteronese. Dopo le perquisizioni che sono seguite agli arresti dell’imprenditore e di un suo collaboratore, Giovanni Paolo Guido, 43enne (ancora agli arresti domiciliari) lo scorso 24 ottobre, con mansioni di ragioniere, la presunta vittima ha deciso di collaborare pienamente, formalizzando una denuncia.

L’imprenditore ha verbalizzato almeno due “operazioni” usurarie, avviate nell’ambito del rapporto di collaborazione tra la sua azienda e quella di Giancane, con tassi d’interesse che avrebbero toccato il 75 per cento annuo. Ma c’è di più. L’imprenditore si sarebbe visto persino costretto a svendere un appartamento di sua proprietà, passato così nel patrimonio del presunto aguzzino, per ripianare una parte dell’illecito debito nel frattempo cresciuto in maniera sproporzionata.

Le intercettazioni dei carabinieri, in tutto ciò, andrebbero a sostegno del quadro accusatorio, confermando anche l’esistenza di minacce, per indurre l’imprenditore a rispettare i pagamenti periodici. Da qui, dunque, la contestazione della tentata estorsione.

GIANCANE DOMENICO-4L’inchiesta, comunque, molto più ampia, potrebbe riservare nuove sorprese, perché il muro di omertà pare stia cedendo. Basti pensare che, solo poche ore dopo il fermo dell’imprenditore, sotto la statua di Sant’Antonio, a Monteroni, era comparsa una scritta di un’anonima vittima in cui si leggeva “Per grazia ricevuta ringrazio tutti per l’arresto dell’usuraio Giancane”.

Nel frattempo, sono proseguite le proseguite le perquisizioni dei carabinieri nelle abitazioni di alcune delle presunte vittime, che avrebbero permesso di trovare altri riscontri, inducendo alcuni a fare il passo più importante, quello di mettersi nelle mani della giustizia, recandosi nelle caserme e denunciando apertamente i presunti soprusi, che sarebbero andati avanti, in qualche caso, per  anni.

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