Ladri nell’alloggio della caserma, rubata pistola d’ordinanza con caricatore

Il clamoroso furto ai danni di un carabiniere si è verificato venerdì sera a Vernole. Indagini serrate per risalire agli autori

VERNOLE – Era uscito con la moglie intorno alle 20 di sera. Verso mezzanotte, il ritorno e la scoperta che deve aver lasciato la coppia di sasso: l’arma d’ordinanza, una Beretta 92FS, completa di caricatore e colpi, sparita. Un furto che stupisce non solo perché la vittima è un carabiniere, ma in particolare perché tutto si è verificato nell’alloggio di servizio annesso alla caserma dei militari della stazione di Vernole. E ora sul caso stanno indagando i colleghi della compagnia di Lecce.

L’episodio, ai limiti della spavalderia, si è verificato la sera di venerdì 11 settembre. Il carabiniere aveva depositato la pistola nell’armadio di sicurezza ed era uscito. Al rientro nell’alloggio, poi, la sorprendente scoperta dell’intrusione dei ladri. Quasi inimmaginabile, in uno stabile annesso a una caserma, praticamente parte integrante. Ma tant’è: porta d’ingresso scassinata, ambienti a soqquadro e l’armadio di sicurezza aperto con la forza, per portare via l’arma in dotazione. E non sembra che sia stato rubato altro.

Violati gli spazi di una caserma

La caserma dei carabinieri di Vernole sorge in una zona semiperiferica del paese e ha affacci lungo due lati: su via Pastrengo, dove si trova l’ingresso principale, e sua via Torino. Gli alloggi volgono nella parte retrostante e, rispetto all’accesso al pubblico, non vi è copertura di videocamere. Quantomeno, non laddove vi sono gli appartamenti. Per cui, i carabinieri proveranno a ricostruire i movimenti a cavallo di quelle poche ore di venerdì sera, attraverso eventuali altre telecamere della zona.

Ma chi potrebbe aver compiuto un simile azzardo? Si dubita che possano essere soggetti della zona. Il furto si delinea studiato nei dettagli, non certo frutto d’improvvisazione; ovvero, nato dopo osservazione di orari, abitudini, spostamenti. E i carabinieri, di sicuro, intenderanno andare a fondo, vista la gravità dell’episodio: non solo una propria arma finita in mano a criminali, ma violando anche gli spazi di una caserma.

Illustri precedenti

Sebbene particolare, comunque, non è certo un caso isolato. Anche in altre circostanze, come i salentini ricorderanno bene, si sono verificati casi di furti di armi tanto più eclatanti, perché compiuti non a danni di abitazioni di privati cittadini (cosa che saltuariamente avviene), ma in edifici della pubblica amministrazione. Basti citarne un paio: quello del dicembre del 2018, caso rimasto insoluto, negli uffici della polizia locale di Surbo, con il furto di due pistole d’ordinanza, anche in quel caso dopo aver forzato una cassaforte e, soprattutto, quello risalente al luglio del 2014, quando una banda riuscì a rubare nella caserma dei forestali di San Cataldo, marina di Lecce

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All’epoca, con i forestali non ancora passati sotto l’egida dell’Arma, sparirono due mitragliatori Beretta M12, quattro serbatoi con 200 cartucce, una placca di polizia giudiziaria e un giubbotto antiproiettile. L’armadio di sicurezza fu aperto usando fiamma ossidrica. In quel caso, furono i carabinieri del nucleo investigativo a scovare gli autori dell’ardito colpo, che aveva avuto come basista un impiegato civile del Corpo forestale.

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