Vigili del fuoco sottopagati. Conapo chiede altri 50 milioni di euro

Il sindacato ha consegnato un documento al prefetto chiedendo al governo più fondi per parificare le retribuzioni dei vigili a quelle dei poliziotti

LECCE – Disparità di trattamento e retribuzioni non all’altezza dell’impegno quotidiano: il sindacato Conapo dei vigili del fuoco è sceso in piazza, in tutta Italia, per chiedere al governo di mettere la parola fine alle differenze di salario con gli altri corpi della polizia di Stato.

A Lecce il segretario Giancarlo Capoccia, come annunciato, ha incontrato il prefetto Claudio Palomba consegnando nelle sue mani un documento da inviare direttamente al ministro dell’Interno, Marco Minniti.  

“Il primo nodo della vertenza riguarda la diversità di trattamento economico dei vigili rispetto ai poliziotti che varia dai 300 ai 700 euro mensili in meno a seconda del livello di anzianità in servizio – ha precisato Capoccia -. Si tratta di una differenza incomprensibile dal momento che svolgiamo le medesime attività di ordine pubblico e operazioni congiunte con i colleghi in divisa, pur guadagnando di meno. Uguali sono, poi, le funzioni giuridiche ed il ministero di riferimento”.

A monte del problema vi sarebbero trent’anni di fallimento sui tavoli della contrattazione sindacale, come spiega il segretario del Conapo: “Questa disparità, ormai storica, si è incancrenita nel tempo a causa dell’incapacità delle organizzazioni confederali di far valere le nostre ragioni e di sbloccare la situazione”.

Se le principali differenze si riscontrano nella voce retributiva “assegno funzionale”, erogato al tutte le forze di polizia e armate ma non ai vigili del fuoco, una boccata d’ossigeno dovrebbe però arrivare a giorni grazie al decreto legislativo in via di approvazione definitiva dal Consiglio dei ministri. Il governo ha stanziato, infatti, 103 milioni di euro per sostenere le retribuzioni ed il riordino carriere.

Una cifra che però il Conapo ritiene insufficiente: “L’articolo 15 dell’atto del governo numero 394 stanzia fondi che non riescono a ridurre il gap con gli altri corpi – si legge nel documento consegnato al prefetto -. Per poter perequare assegno funzionale e indennità di rischio dei vigili del fuoco agli importi occorrono circa 140 milioni di euro finalizzati solo a questo scopo”. La sigla sindacale autonoma, che da sola conta circa 200 vigili impegnati nelle operazioni sul campo, e quindi nella attività di soccorso, ha richiesto a Minniti di aggiungere almeno altri 50 milioni di euro.

Ma c’è di più: “La cifra non è sufficiente a ristabilire condizioni di equità anche perché i sindacati confederali vorrebbero ripartire la somma insieme ai dipendenti amministrativi e civili che lavorano al comando”, puntualizza Capoccia.

Conapo vorrebbe quindi vincolare tali somme all’attività svolta quotidianamente sul campo, destinandola a chi veste la divisa operativa, a chi ha compiti correlati al soccorso pubblico e a chi possiede qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica: ovvero a quella parte del personale che, avendo gradi e qualifiche omologhe a quelle della polizia di Stato, ne risulta sottopagato.

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Il sindacato, in buona sostanza, ha chiesto al governo di modificare il testo dell’articolo 15 del decreto al fine di destinare interamente gli aumenti retributivi al personale in divisa che quotidianamente rischia la pelle. E questo sino a che non sarà raggiunta la parità di trattamento retributivo.  

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