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Cronaca

Violenza sessuale ai danni di una bambina: per il patrigno 16 gli anni di reclusione

Emesso il verdetto per un 42enne che riuscì a sfuggire per alcuni mesi all’arresto, ma fu poi rintracciato a Valona e ammanettato. Ora, si trova nel carcere di Lecce

LECCE - Nei suoi riguardi fu emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Marcello Rizzo perché ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni della figlia, all’epoca dei fatti di 9 anni, ma riuscì a sottrarsi all’arresto.

Alla fine, però, la giustizia ha avuto la meglio: fu rintracciato dopo alcuni mesi a Valona, sua città d’origine, e trasferito in Italia (attualmente si trova nel carcere di “Borgo San Nicola”, a Lecce).

Oggi, per quest’uomo, di 42 anni (di cui omettiamo le generalità per tutelare la privacy delle persone coinvolte), è  arrivato il verdetto nel processo di primo grado. È di 16 anni di reclusione la pena che gli è stata inflitta dal collegio presieduto dalla giudice Annalisa De Benedictis, in linea alla richiesta, di poco più alta (a 16 anni e mezzo) avanzata dalla sostituta procuratrice Erika Masetti.

Riconosciuto il risarcimento del danno, in parte già quantificato in 300mila euro per la bambina e 10mila euro a testa per i genitori (parti civili con gli avvocati Luca Puce e Ada Carolina Colluccello ). Il resto dovrà essere conteggiato e liquidato in separata sede.

L’uomo era finito al banco degli imputati sia per ripetuti episodi di violenza sessuale avvenuti nel 2019, in un comune del sud Salento, che per stalking perché, secondo le indagini coordinate dalla sostituta Maria Rosaria Micucci, avrebbe tormentato e minacciato la madre della piccola, temendo lo denunciasse, dopo averlo sorpreso in atteggiamenti intimi con la minore.

Ma per quest’ultimo reato, il verdetto è stato assolutorio.

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