Cronaca

Violenza sessuale, quattro anni in appello. Ma cadono diversi altri reati

La sentenza a carico di un leccese che avrebbe abusato di una donna di origine cubana. Per alcuni episodi intervenuta la prescrizione

LECCE – Quattro anni per violenza sessuale. In origine, la condanna era stata di cinque anni e mezzo di reclusione, ma, nel frattempo, sono caduti in prescrizione i capi d’imputazione di   violenza privata e lesioni. Regge nella sostanza, dunque, anche nel processo d’appello, l’accusa a carico di Luigi Masserente, leccese di 35 anni che avrebbe obbligato una donna di 33 anni, di origine cubana, a rapporti sessuali contro la volontà di quest’ultima.

La sentenza, con la conferma del pagamento in favore della parte civile (costituitasi con l’avvocato Giuseppe Milli), è stata emessa questa sera dalla Sezione unica penale della Corte d’appello di Lecce che entro novanta giorni dovrà depositare le motivazioni.

La vicenda ricorda molte altre, del tutto simili nell’evoluzione. L’uomo, nell’assoluta ed esclusiva sua convinzione, avrebbe deciso che lei fosse ancora la sua fidanza e, di conseguenza, l’avrebbe tormentata con telefonate continue, seguendola persino negli spostamenti, citofonando in casa. E obbligandola quindi anche a cambiare abitudini di vita, nella speranza di non incrociarlo sulla sua via. Diverse sarebbero state le minacce di alzare le mani. Tutto pur di intrattenersi con lei. Fino ad arrivare al fatto più grave: forte della prestanza fisica, strattonarla e spogliarla, per abusarne.

Come detto, alcuni dei reati, in una situazione andata avanti fra il dicembre del 2009 e il gennaio del 2010, sono caduti in prescrizione. Non quello più grave, che ha avuto piena conferma, fino a confermarne sul punto la sentenza, che era stata impugnata dall’uomo con l’avvocato Ivan Feola.

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