Cronaca

Violenza sessuale su una 13enne, a giudizio cittadino romeno

E' stato rinviato a giudizio Gheorghita Codreanu, 34enne di nazionalità romena, accusato di aver violentato la nipote minorenne di una coppia di anziani presso i quali lavorava come badante. Il processo si aprirà il 20 giugno

 

LECCE – E' stato rinviato a giudizio Gheorghita Codreanu, 34enne di nazionalità romena, accusato di aver violentato la nipote minorenne di una coppia di anziani presso i quali lavorava come badante. Il giudice dell'udienza preliminare Carlo Cazzella l'ha rinviato a giudizio, assecondando le richieste del pubblico ministero Donatina Buffelli.

La triste vicenda risale al dicembre del 2007. La giovane, all'epoca dei fatti 13enne, era venuta dalla Svizzera per trascorrere le vacanze natalizie a casa dei nonni, residenti in un piccolo comune del sud Salento. Gli anziani erano accuditi da una coppia di rumeni, marito e moglie. Secondo quanto dichiarato dalla presunta vittima, una mattina Codreanu si sarebbe infilato nel suo letto, approfittando del fatto che sua moglie e la madre della ragazzina erano uscite per fare la spesa. Avrebbe poi cercato di avere un rapporto sessuale con la presunta vittima, ma l'improvviso rientro delle due donne gli impedì di raggiungere il suo scopo, che sfortunatamente sarebbe riuscito a portare a termine in una seconda occasione.

Di ciò inizialmente la giovane non fece parola con nessuno, se non con una cugina di 12 anni. Della vicenda fu poi informata la madre della ragazzina, che interrogando la figlia avrebbe avuto la conferma dell'avvenuta violenza. Subito dopo la denuncia che madre e zia presentarono agli agenti della questura di Varese, la Procura eseguì un mandato di cattura nei confronti del rumeno. Il quale, dopo pochi giorni, fu scarcerato dal tribunale del Riesame, per poi darsi alla fuga.

Le indagini proseguirono e la vittima, ascoltata in sede di incidente probatorio, confermò gli abusi. La gravità del quadro probatorio ha poi spinto il gup a disporre l'approfondimento in sede dibattimentale. Il 34enne era già stato rinviato a giudizio nel marzo 2010, ma gli atti erano tornati al pm per un vizio di forma (non erano stati tradotti, come prevede la legge, in rumeno). Il processo si aprirà il prossimo 20 giugno dinanzi ai giudici della prima sezione penale. I familiari della presunta vittima sono assistiti dall'avvocato Paolo Spalluto, l’imputato dall’avvocato Tania Rizzo.

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