“Diritti ed uguaglianza, le parole dimenticate nel lavoro”

Susanna Camusso ha aperto l'evento “Giornate del lavoro” che si svolgerà a Lecce fino a domenica. “Il Salento, a Nardò, ha dimostrato una grande voglia di cambiamento”

LECCE – Tre giorni intensi per Cgil che, a Lecce, ha organizzato una corposa manifestazione per celebrare le “Giornate del Lavoro”. Il tradizionale appuntamento del sindacato, giunto alla sua terza edizione, è stato inaugurato oggi presso la sala della Provincia di Palazzo dei Celestini dal segretario generale Susanna Camusso, alla presenza delle autorità locali, e si chiuderà domenica 29 maggio, con il leader della Cgil intervistato da Massimo Giannini in piazza Sant’Oronzo.

Nel corso dell’evento, che vedrà la partecipazione di illustri ospiti del mondo della politica, della cultura, delle istituzioni, insieme ai segretari di buona parte delle segreterie sindacali, si terranno numerosi incontri e dibattiti, intervallati da momenti di spettacolo ed intrattenimento. In apertura dei lavori il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha voluto sottolineare proprio l’importanza di queste occasioni di aggregazione, capaci di attrarre l’interesse dei più giovani verso temi, come l’occupazione e la partecipazione alla vita pubblica, dai quali spesso si sentono distanti e male informati: “Una comunità attenta ai diritti dei lavoratori ed ai problemi dell’occupazione si dimostra matura, e quella salentina certamente lo è – ha spiegato il primo cittadino -. Anche il format del festival scelto da Cgil, con numerosi appuntamenti in piazza e per le strade della città, si dimostra interessante perché capace di catturare la curiosità dei ragazzi”.

Il secondo intervento inaugurale è stato affidato all’arcivescovo metropolita di Lecce monsignor Domenico D’Ambrosio: “Questa è un’occasione importante per affrontare temi cruciali per il Mezzogiorno – ha puntualizzato -: i dati ci parlano di una crisi che non arretra, di giovani che non trovano lavoro e fuggono all’estero, di pensionati in difficoltà. La chiesa si adopera per offrire accoglienza e restituire dignità a queste persone ed anche Lecce si dimostra una città capace di abbracciare e di convivere con tante differenze culturali, legate anche ai fenomeni immigratori”. L’arcivescovo, tornando sul tema cardine dell’appuntamento, ha voluto citare anche un passo dell’enciclica di Papa Francesco che invita a non considerare il lavoro come merce di scambio e a mantenere alto il senso di indignazione di fronte alle disuguaglianze sociali.

Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, è intervenuto per sottolineare le sofferenze di un territorio che tenta di risollevarsi dopo il brusco crollo della produzione industriale (vedi le crisi di colossi come Bat, Omfesa ed il comparto calzaturiero) puntando alla valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali. “Certo – ha aggiunto – ci troviamo in una fase di passaggio complicata e l’ente non si è sempre sentito assistito e supportato, come nel caso delle vertenze che riguardano le società partecipate: per questo è necessario che anche il sindacato faccia uno sforzo per superare l’impasse”.

Nel corso della cerimonia è stato letto anche il saluto istituzionale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha plaudito l’iniziativa perché promuove “un’articolata riflessione su temi fondamentali per tutto il Paese”. Ed, in occasione delle celebrazioni dei 70 della Repubblica italiana, il presidente ha ricordato come il “radicamento nel lavoro sia l’elemento essenziale per la realizzazione della personalità di ciascuno”.

L’intervento finale è stato affidato al leader del sindacato, Susanna Camusso: “Il Paese ha bisogno di creare lavoro e, per farlo, deve partire dalla valorizzazione dei propri beni e delle proprie ricchezze. Cgil sta facendo la propria parte ed ha presentato un proprio Piano del lavoro che punta alla difesa dei diritti delle persone ed alla promozione dell’uguaglianza”. Ed a proposito delle condizioni di particolare disagio vissute dal Sud d’Italia, la segretaria ha precisato che, a dispetto di molte iniziative, al fondo “manca un’idea progettuale capace di ridurre drasticamente il divario con il Nord del Paese perché questa è la priorità”.

Nel corso di questi tre giorni di riflessione, promossi dal sindacato, Cgil indicherà un percorso diverso, ha garantito la segretaria: “Il lavoro, lo ricordiamo, non può essere considerato un bene materiale ma la condizione esistenziale di uomini e donne ed è per questo che, attraverso la Carta dei diritti, puntiamo ad interrompere questa continua svalutazione del lavoro e delle prestazioni professionali delle persone”.

La segretaria ha poi fatto un cenno alla rivolta dei braccianti nell’agro di Nardò, rivelatrice di un’inaspettata voglia di cambiamento del Salento: “Ricordo una rivolta straordinaria che ha dato volto e voce a tantissimi lavoratori invisibili, persone gravemente sfruttate e che ci ha permesso di intervenire sul reato di caporalato. Quella lotta ha dimostrato la capacità organizzativa del territorio ed è stata indicativa delle iniziative più positive che la Puglia ha messo in campo, per sostenere il lavoro e i diritti di tutti. Non dimentichiamo, però, che la strada verso l’emersione del nero, dell’economia sommersa e delle mille ombre dell’occupazione, è ancora tutta in salita”.

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