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Le imprese salentine in sofferenza, crescita in rosso nel primo trimestre 2020

Il report della Camera di Commercio mette in risalto il trend negativo legato alle restrizioni per l’emergenza pandemica. Dopo cinque anni tasso di crescita in ricaduta (-0,41 per cento). A fronte di 1400 nuove iscrizioni sono state 1707 le cessazioni. Appello di Prete

LECCE - Soffre il tessuto produttivo e artigianale anche in provincia di Lecce, falcidiato dall’emergenza epidemiologica ed economica, e i dati del primo trimestre rendicontati dalla Camera di Commercio di Lecce fanno registrare un preoccupante peggioramento del tasso di crescita delle imprese (pari a -0,41 per cento) rispetto alla faticosa risalita degli ultimi cinque anni. E soprattutto dopo l’incoraggiante stima nello stesso periodo dello scorso anno dove il saldo tra le nuove iscrizioni (1629 nel primo trimestre 2019), a fronte delle cessazioni registrate (1740), era stato il più basso (-111) degli ultimi dieci anni.

L’emergenza Covid-19 ha invece rimescolato nuovamente le carte, facendo nuovamente segnare l’andamento in rosso nel primo trimestre del 2020 per il Salento in linea con il trend sia nazionale che regionale. In netto calo sia le nuove iscrizioni che, in misura minore, le cessazioni nonostante la voglia di fare impresa sia sempre in auge atteso che sono complessivamente 73.959 le imprese registrate alla Camera di commercio di cui 63.815 quelle attive. La contingenza del momento epocale vissuto ha determinato una situazione allarmante anche per il Salento e le altre province pugliesi. Il bilancio della nascita e mortalità delle imprese salentine, tra gennaio e marzo di quest’anno, è pari a -307 unità. Nel primo trimestre 2020 si sono infatti iscritte 1.400 nuove imprese (la quota più bassa dell’ultimo decennio) a fronte di 1707 cessazioni che risultano diminuite, comunque, rispetto all'analogo trimestre del 2019. Un dato che attesa l’ulteriore decremento del tasso di crescita (-0,41 per cento) dell’imprenditoria salentina, che registra il secondo dato più alto, su scala regionale, dopo quello della provincia di Foggia (pari a -0,57 per cento).

  

Si tratta di un dato che, ovviamente, riflette quello in negativo registrato a livello nazionale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di preoccupante eccezionalità in cui l'economia reale si sta muovendo appesantiscono ulteriormente il risultato del bilancio del primo trimestre dell’anno che, storicamente, si conclude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente. In tutt’Italia, sono quasi 30mila le imprese in meno censite nei primi tre mesi del 2020. Tra gennaio e marzo, a livello nazionale, si registrano 96.629 nuove aperture, a fronte di 114.410 dello stesso trimestre dell’anno precedente, e 126.912 chiusure contro le 136.069 del 2019.

Tra i singoli settori economici che risultano principalmente in affanno nel Salento restano quelli del commercio all’ingrosso e dettaglio (nel primo trimestre 642 cessazioni), dell’edilizia e delle costruzioni (220), dei servizi di alloggio e ristorazione (177), dell’agricoltura (134) e del manifatturiero (113). “L’emergenza Covid19 ha travolto e stravolto le nostre vite e la nostra economia ed ovviamente non ci aspettavamo un dato diverso” commenta il presidente della Camera di Commercio di Lecce, Alfredo Prete, “viviamo un tempo drammatico e tocchiamo con mano, giornalmente, la difficoltà in cui versa tutto il nostro tessuto produttivo caratterizzato soprattutto da micro e piccole imprese che non vedono, nelle misure sin qui adottate dal Governo, strumenti risolutivi o quantomeno di ristoro rispetto alla immane crisi che le attanaglia. Mancano sostegni a fondo perduto e stringere la mano tesa dal Governo, pur animato da buone intenzioni, rischia inevitabilmente di peggiorare la situazione, di inasprire alcune criticità, traducendosi, di fatto, in ulteriore indebitamento per imprese che, già prima della pandemia, non potevano vantare una situazione particolarmente florida e solida. Una pericolosa spirale, quindi, che non proietta certo verso una ripresa e non riesce ad instillare nei nostri imprenditori il benché minimo sentimento di fiducia ed incoraggiamento.

La Camera di Commercio, da un punto di vista operativo, già ai primi accenni dell’emergenza, si è tempestivamente attivata affinché non venisse meno, anche nel pieno della crisi, il sostegno dell’Ente che ha mantenuto disponibili tutti i suoi servizi e ne ha permesso la fruizione soprattutto in modalità telematica. Ora, anche basandoci sull’analisi dei concreti fabbisogni dei nostri imprenditori che in queste settimane hanno aderito,  e li ringrazio sentitamente per questo, ad una capillare attività di rilevazione posta in essere dalla Camera di Commercio ed Unisalento, ci prepariamo all’avvio della fase 2” conclude Prete, “mettendo in gioco tutte le risorse economiche e di sistema a nostra disposizione per continuare ad affiancare le imprese e contribuire all’auspicata ma di certo faticosissima ripresa, puntando soprattutto ad avviare percorsi di accesso agevolato al credito. Serve liquidità ma non solo quella acquisita con il ricorso ad ulteriore indebitamento. Serve sostegno concreto e immediato per arginare i danni che stanno minando profondamente la sopravvivenza delle nostre imprese”.

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