Sabato, 31 Luglio 2021
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Festival della filosofia, duemila liceali s'incontrano nelle agorà del Salento

Dal 14 al 20 ottobre a Lecce, Otranto e Corigliano e prevede il coinvolgimento degli studenti liceali provenienti da tutta Italia. Festival della Filosofia in Magna Grecia nel Salento. Il progetto nasce in Campania, negli antichi scavi nel Cilento

Un momento della conferenza stampa tenuta presso il Must a Lecce

LECCE – Giungeranno nel Salento da tutta Italia per  scoprire "i luoghi dell'approdo", laddove gli antenati greci si spinsero per cercare la loro Itaca e condividere, nello specifico con i salentini dell’epoca, percorsi creativi e di scambio. Prima tappa di questo viaggio è il Salento, Otranto, Lecce, il cuore della la Grecìa Salentina con Corigliano d’Otranto, territori del pensiero unici, così come li vedevano allora.

E’ il “Festival della Filosofia in Magna Grecia nel Salento” (si svolgerà dal 14 al 20 ottobre), il progetto nato in Campania, negli antichi scavi di Velia (dichiarati Patrimonio Unesco) nel Cilento, dove Parmenide e Zenone fondarono quella che oggi intendiamo per filosofia occidentale, che coinvolge circa duemila studenti liceali provenienti da tutta Italia. 

Se ne è parlato questa mattina nella sale conferenze del Must, il Museo Sorico della Città di Lecce, alla presenza dell’assessore al Turismo  Luigi Coclite, della vicepresidente della Provincia, Simona Manca, della presidente del Festival, Giuseppina Russo e della vicepresidente, Iriana Marini. 

“Ogni anno migliaia di studenti vengono a scoprire i segreti della filosofia – è stato detto durante la conferenza stampa – immergendosi nelle passeggiare filosofiche tra le antica vestigia della cultura greca, nei borghi e nei siti naturalistici, seguendo i dialoghi filosofici fondati sulla maieutica, sperimentando i lavoratori filosofici, fucine di idee che mirano allo sviluppo della consapevolezza e all’acquisizione di nuove competenze da parte dei partecipanti”.

Proprio i laboratori rappresentano il punto centrale del festival, laboratori della carta pesta, di Pizzica, di lotta greca, di teatro e filosofia, di suono e filosofia, di cinema e filosofia, di filosofia e pittura, di filosofia e fotografia. Questo per sgombrare subito il campo da equivoci: la filosofia non è qualcosa di astratto, ma un “arte” molto concreta, una sorta di libro sempre aperto sulle cui pagine si scrive quel che siamo e che potremmo essere. 

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