Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Attentati a Marti: "A Lecce emergenza casa mai risolta"

Dopo gli atti intimidatori contro l'assessore ed un suo collaboratore, dal centrosinistra arriva piena solidarietà. Ma Rotundo non manca di polemizzare: "In questi anni solo politiche fallimentari"

LECCE - Prima l'attentato incendiario nei confronti dell'assessore Roberto Marti. Poi, l'abitazoone del dipendente comunale, che con l'assessore lavora a stretto contatto. I gravi fatti dei giorni scorsi, che mettono Marti ancora una volta al centro di intimidazioni smuovono anche l'analisi del centrosinistra a Palazzo Carafa, affidata alle parole del capo della minoranza, Antonio Rotundo. Un'analisi anche politica. "L'evidente collegamento tra l'incendio dell'auto dell'assessore Marti e l'attentato all'abitazione di San Cataldo di un suo collaboratore avvenuta a distanza di appena 24 ore rende questi atti criminali di estrema gravità che non vanno in nessun modo ne sminuiti ne sottovalutati", esordisce Rotundo. "Per questo il centrosinistra esprime solidarietà a Marti e all'amministrazione comunale, una solidarietà non scontata - precisa -, ma piena e totale".

"Si tratta tra l'altro di fatti particolarmente inquietanti sia per l'enorme impatto intimidatorio sia per il messaggio di avvertimento diretto che assumono", aggiunge ancora il leader dell'opposizione. "Il centrosinistra è fiducioso nel lavoro di indagine delle forze di polizia e della magistratura e, da parte nostra, siamo certi che gli investigatori faranno quanto prima piena luce sull'accaduto. Ma accanto ed aldilà delle indagini - prosegue -, riteniamo che spetti alle forze politiche e all'impegno del Consiglio comunale provare a dare proprio sul terreno delle scelte politico-amministrativo delle risposte a quanto accaduto". Secondo Rotundo, infatti, "nella nostra città c'è, e non da oggi, una vera emergenza abitativa la cui mancata soluzione è strettamente legata alle politiche fallimentari di questi anni che si sono mostrate incapaci di risolvere efficacemente il problema". Viene da pensare anche ai soventi episodi di occupazioni abusive di alloggi popolari, di cui le cronache hanno parlato.

"La prova di ciò sta nella vergogna senza giustificazione alcuna che l'ultima bando cittadino per l'assegnazione di alloggi popolari risale al 1999, ossia a dieci anni fa - accusa Rotundo -, nonostante la legge prescriva che le graduatorie vanno aggiornate ogni due anni per tenere conto delle nuove ed emergenti situazioni di bisogno abitativo proprio di coloro i quali non avevano partecipato ai bandi precedenti. Voglio ricordare che da oltre un anno abbiamo presentato una mozione in Consiglio comunale sulla necessità di procedere alla pubblicazione dei nuovi bandi. Si provi per un attimo ad immaginare che cosa abbia potuto produrre in città una situazione di blocco come questa - continua nella sua disamina il consigliere del centrosinistra - dove le sopravvenute esigenze di avere una casa, pensiamo soprattutto alla giovani coppie, agli anziani, ai ceti più poveri ed indifesi, non potendo trovare alcuna risposta hanno inevitabilmente accresciuto il malessere, il disagio e la tensione sociale".

"Con la graduatoria ferma al bando del '99, l'unico strumento per poter corrispondere al fabbisogno abitativo crescente di questi anni - sottolinea Rotundo - è stata l'assegnazione delle case parcheggio, di case cioè assegnate temporaneamente in attesa di avere assegnato l'alloggio popolare definitivo. Consideriamo un fatto grave e fonte di molte distorsioni la circostanza che nell'assegnazione di centinaia e centinaia di case parcheggio, avvenute in questi anni, si sia proceduto senza alcun bando o avviso pubblico e senza la definizione di alcuna graduatoria. Ciò ha determinato troppe scelte discrezionali ed un rapporto a volte poco trasparente sia nelle procedure seguite non fondate su criteri obiettivi e di comparazione tra le diverse istanze - aggiunge -, sia nel merito delle diverse situazioni valutate caso per caso sulla base di una relazione delle assistenti sociali con il rischio di avere determinato valutazioni non basate su criteri e punteggi verificabili".

"Alla luce di queste considerazioni - conclude Rotundo - nei prossimi giorni come centrosinistra assumeremo le iniziative più opportune per avere su queste delicate ed importanti problematiche un confronto in Consiglio comunale per fare in modo che il Comune di Lecce si doti immediatamente di un regolamento ad hoc per l'assegnazione delle case parcheggio in cui tutti i cittadini abbiano le stesse chance e possibilità di accedere a tale prezioso bene quale è quello della casa".

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