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Azzeramento Stp, l'accusa: "Scelta dannosa e di potere"

Critico il Pd sulla scelta di sostituire Uccella e l'intero cda della Stp. Maniglio parla di scelta "dannosa per gli utenti, dettata da logiche di potere". Duro Capone sui risvolti della sostituzione

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LECCE - È un po' ciò che caratterizza la politica: le scorrettezze valgono sempre dalla prospettiva da cui le si guarda e, in genere, anche l'odiosa occupazione di poltrone diventa spesso un genere letterario buono per tutte le stagioni e le alternanze di governo. L'ultimo caso, in tal senso, è quello che riguarda la Società di Trasporti pubblici della Provincia di Lecce, che, ieri ha visto revocare dal governo di Palazzo dei Celestini il vecchio consiglio di amministrazione, con la nomina del nuovo presidente, Antonio Crisafola, al posto di Umberto Uccella. La provincia cambia colore politico e l'avvicendamento è servito. Giusto o sbagliato che sia sembra far parte delle regole del gioco.

A protestare oggi è il centrosinistra, in disaccordo con questa scelta. Antonio Maniglio parla di "scelta dannosa per gli utenti, dettata da logiche di potere" ed afferma: "La pervicacia con cui la destra ha azzerato i vertici della Stp è sintomatica di un'idea proprietaria della cosa pubblica. Non conta l'efficace lavoro fatto per risanare i conti, né che la gestione di questi anni sia stata caratterizzata da un'assoluta trasparenza. Ecco perché la defenestrazione del presidente Uccella e di tutto il cda è, prima che un atto di arroganza, una scelta dannosa per la stessa azienda".

Maniglio ricorda che il centrosinistra, a livello regionale, non ha sostituito Di Paola, direttore di Aeroporti di Puglia, ma "ha concordato nuove strategie di sviluppo", esempio che secondo il consigliere uscente del Pd poteva farsi anche con la Stp: "Prendiamo atto - dichiara - che questo senso delle istituzioni, come è dimostrato dalla vicende delle liste, non appartiene a una destra arrembante, preoccupata solo di acquisire nuove postazioni di potere e, anche per questo, destinata ad essere sconfitta nelle imminenti elezioni regionali".

Anche il segretario provinciale del Pd, Salvatore Capone, è critico: "Volano definizioni come 'taglio degli sprechi' per mascherare la realtà. E la realtà è ben diversa: si scrive spoil system e si legge occupazione di spazi sulla scacchiera del potere. Non ha altre finalità l'operazione di azzeramento del Cda della Stp. È stata tirata in ballo una presunta 'giusta causa', con il mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio assegnati al Cda dall'Ente Provincia. Convinzione, questa del Presidente Gabellone, assolutamente priva di fondamento".

"Nell'aprile 2009 - spiega Capone - la Provincia di Lecce aveva confermato il Cda della Stp, proprio per aver consolidato l'azione che, risultati alla mano, confermava l'opera di risanamento dei conti, in precedenza disastrosi, e la forte accelerazione della tendenza al pareggio di bilancio. Un'operazione, oltretutto, illegittima che produrrà altissimi costi risarcitori nei confronti dei componenti dell'attuale Cda".

Non vi sarebbero per il segretario del Pd provinciale i presupposti per l'applicabilità della "giusta causa": "Quella eventualità - dichiara -, la legge la riconosceva solo in caso di Società interne, cosiddette in house, mentre con la Stp siamo in presenza di una azienda della quale la Provincia di Lecce è semplicemente socia. Il Presidente Gabellone e la sua giunta, dovrebbero avere l'onestà intellettuale di chiamare le cose col proprio nome. Quello che stanno facendo è semplicemente il conferimento di una società partecipata nella cassaforte della propria parte politica".


Si attendono le repliche del centrodestra, sicuramente pronto a difendere le proprie scelte, nell'ottica dell'"effettiva trasparenza" e della "efficienza della società". E forse alla fin dei conti, come si chiosava in un nostro articolo di qualche tempo addietro, è solo una questione di denaro pubblico, elargito a qualcuno, con un'unica differenza: "oggi il 'croupier' lo fa il centro destra.

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