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Sabato, 25 Giugno 2022
Riferimento pesante sull'operato della giunta / Salice Salentino

“Casamonica, esempio che calza a pennello”. Esposto per la frase del candidato

S’infiamma la campagna elettorale a Salice Salentino e il primo cittadino uscente Tonino Rosato annuncia strascichi giudiziari dopo le frasi pronunciate dal candidato sindaco Cosimo Gravili nel corso di un’intervista radiofonica

SALICE SALENTINO - A meno di due settimane dal rinnovo del consiglio comunale s’infiamma la campagna elettorale in quel di Salice Salentino dove lo scontro dialettico tra l’amministrazione uscente del primo cittadino Tonino Rosato e il candidato sindaco, Cosimo Gravili, della civica “Salice 2030”, rischia di avere contraccolpi anche nelle aule giudiziarie.

A pochi giorni dalle elezioni, infatti, il sindaco in carica, Rosato, e la sua maggioranza, hanno deciso di rivolgersi alla procura della Repubblica di Lecce per presentare un esposto-denuncia contro il loro competitor politico, Gravili, già presidente dell’associazione culturale “Civico 5”, e attuale candidato alla carica di primo cittadino che propone il suo programma alternativo e votato al cambiamento per “un’altra Salice”, in discontinuità con l’esperienza amministrativa in carica.

Al centro dell’ultima polemica che, stando a quanto annunciato, potrebbe portare a strascichi giudiziari, c’è il passaggio di un’intervista radiofonica che Cosimo Gravili avrebbe rilasciato lo scorso 20 maggio durante la quale il candidato alla poltrona di primo cittadino, contestando gli “affidamenti d’oro” messi, a suo dire, in auge dall’amministrazione Rosato, ha finito per paragonare l’attuale amministrazione salicese ai “Casamonica”, la nota organizzazione criminale presente a Roma e operante in tutto il territorio laziale.

Il passaggio finito sotto accusa, a corredo del suo discorso di denuncia politica, e annotato a dir poco con disappunto dal sindaco in carica, è quello in cui Gravili pronuncia testualmente la frase: “Casamonica è un esempio che calza a pennello con questa amministrazione”. Frase che ha incendiato gli animi nel Comune di Salice.

“Quello che è accaduto è un episodio gravissimo sul quale non intendiamo soprassedere” interviene il sindaco Tonino Rosato, “la nostra controparte politica ha condotto una campagna elettorale pregna d’illazioni alle quali non abbiamo mai inteso dare seguito. Tuttavia, non si può accettare di essere paragonati ad un’associazione di stampo mafioso e per questo, insieme alla mia maggioranza, abbiamo ritenuto doveroso richiedere una tutela legale al fine di difendere tutta l’amministrazione comunale di Salice che nel corso degli ultimi cinque anni ha operato nel nome della legalità e della trasparenza”.

“Il dibattito politico e lo scontro di visioni contrapposte non devono sfociare in un odio cieco. Definire mafiosi i propri avversari politici” conclude Rosato, “è un’evidente manifestazione di ostilità e di malanimo personale che nulla hanno a che fare con i temi del dibattito politico”.

Pare, dunque, che il confronto tra due fazioni politiche contrapposte non terminerà il prossimo 12 giugno, giorno in cui i salicesi saranno chiamati alle urne, ma potrebbe proseguire all’interno delle aule del tribunale penale del capoluogo salentino. La questione potrebbe ovviamente animare anche i comizi politici della prossima settimana in cui l’amministrazione uscente proporrà il bilancio dell’ultimo quinquennio di governo e sostenendo la candidatura dell’attuale vicesindaco, Mimino Leuzzi con la lista “Avanti Salice”. Per Cosimo Gravili la possibilità di spiegare l’accaduto e proporre il suo metodo e la sua progettualità alternativa per una nuova amministrazione comunale.

A sfidarsi per la carica di primo cittadino e per il rinnovo del consiglio comunale di Salice Salentino nella tornata del 12 giugno prossimo ci sono atri due candidati sindaco, Sonia Cuppone, consigliere comunale uscente con la lista “LiberiAmo Salice” ed Enzo Marinaci supportato dalla civica “Progresso e Futuro”.   

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