Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Casearia Salentina, licenziamenti “sospetti”. Flai: “Iscrizione al sindacato è costata cara”

Annunciato il licenziamento di quindici unità, al termine della cassa integrazione ordinaria. Flai Cgil denuncia: “Tutti iscritti al sindacato”. Il segretario Gagliardi aggiunge: “Attiveremo ogni azione consentita dalla legge e interesseremo i livelli istituzionali”

Repertorio.

CAVALLINO – Riflettori puntanti sulla Casearia Salentina, azienda produttrice dei prodotti caseari (latte, formaggio e derivati) distribuiti con il marchio “San Lazzaro”, il cui stabilimento è situato nella zona Pip di Cavallino. L’azienda, travolta dalla crisi economica che non ha risparmiato il settore caseario, fino al dicembre 2013, aveva 35 dipendenti e che oggi ne conta meno di 15, al di sotto cioè di quel numero che consentirebbe di accedere a forme ordinarie di ammortizzatori sociali.

Ed ora i sindacalisti di Flai Cgil intendono rendere nota “la situazione, ai limiti del paradossale, in cui versano i lavoratori dipendenti dell’azienda”. Il segretario Antonio Gagliardi ripercorre le principali tappe degli ultimi, travagliati, mesi del 2013: “A settembre la Flai Cgil Lecce sostenne uno sciopero di 48 ore dei lavoratori di quell’azienda che continuava a non corrispondere le retribuzioni dovute ai lavoratori. Il salario ridotto per effetto della cassa ordinaria e i lunghi ritardi delle competenze, da tempo maturate, che l’azienda avrebbe dovuto erogare hanno determinato una condizione di esasperazione per i lavoratori che a quel punto si erano risoluti per lo sciopero”.

Lo sciopero, come denunciato da Gagliardi e dal segretario generale Cgil, Antonio Arnesano, aveva prodotto presunte ‘azioni ritorsive’ nei confronti dei dipendenti che vi avevano aderito. Per quanto i responsabili aziendali fossero immediatamente intervenuti per smentire i fatti, parlando di strumentalizzazioni di episodi banali. “La società accusò anche il sindacato di danno all’immagine, in favore addirittura della concorrenza”, ricorda Gagliardi.

Cosa è successo in seguito? “Nel dicembre 2013 l’azienda ha comunicato di aver fatto richiesta di concordato preventivo ‘in bianco’, lasciando cioè al giudice la decisione di cosa dovesse accadere – prosegue il sindacalista -. Nel giro di pochi mesi, a inizio del nuovo anno, Casearia Salentina ha dato in affitto la gestione dell’attività a un'altra neonata azienda: oltre 20 dipendenti di Casearia si sono dimessi e sono stati, quasi simultaneamente, assunti dall’azienda affittuaria”.

Per il personale restante, meno di 15 unità, è stato annunciato il licenziamento a conclusione della cassa integrazione ordinaria (terminata il 29 marzo 2014). “Il caso vuole, però, che gli unici lavoratori rimasti in azienda e che saranno licenziati sono tutti iscritti alla Flai Cgil”, commenta Gagliardi.

La segreteria del sindacato ritiene “inaccettabile” ciò che è accaduto finora. E prosegue nella sua denuncia a tutto campo: “A completamento della vicenda, segnaliamo il fatto che Casearia ha usufruito di 52 settimane di cassa integrazione ordinaria, quando invece, viste le procedure per cessazione di attività messe in atto poco dopo, avrebbe dovuto richiedere la cassa straordinaria”.

Con la riduzione a meno di 15 unità in azienda, infatti, verrebbero sconfessate le tutele sindacali.  La Flai Cgil resterà al fianco di questi lavoratori che non possono essere abbandonati: “Pertanto, oltre ad attivare tutte le azioni consentite dalla legge per difendere i loro diritti, interesseremo i livelli istituzionali del territorio al fine di individuare ogni soluzione possibile in favore dei lavoratori”.

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